Nel corso dell’informativa urgente alla Camera dei Deputati sull’utilizzo delle basi militari statunitensi in Italia, ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito con fermezza la linea del Governo.
“Rispettare gli accordi sulle basi Usa in Italia non significa essere coinvolti in una guerra”, ha precisato il Ministro, sottolineando come tali attività rientrino negli impegni internazionali già previsti. Egli ha poi chiarito che l’Italia “non è in guerra”, ma agisce “nel pieno rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali”.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Il ruolo del Paese all’interno della NATO impone responsabilità precise, ma sempre entro i limiti stabiliti dall’ordinamento costituzionale. Crosetto ha evidenziato che il rispetto di tali accordi rappresenta una linea consolidata e mai messa in discussione dai governi precedenti: “L’utilizzo delle basi militari si inserisce in una linea di continuità seguita da tutti i governi”, ha ricordato, rimarcando come negli anni nessun esecutivo abbia mai disatteso tali intese.
Questa linea prosegue da oltre settant’anni, segno di una scelta strategica stabile. Il Ministro ha osservato come il Governo operi semplicemente applicando regole già esistenti, autorizzando o negando l’utilizzo delle basi in base ai trattati vigenti.
Nel suo intervento, il titolare della Difesa ha poi allargato lo sguardo allo scenario internazionale. “Viviamo in un contesto sempre più teso e incerto”, ha avvertito, facendo riferimento alla crescente instabilità globale e alla corsa agli armamenti. Proprio per questo motivo l’Italia deve mantenere “equilibrio, responsabilità e senso della misura”, evitando qualsiasi escalation.
La linea del Governo resta dunque “chiara e coerente”, sempre nel solco della Carta Costituzionale. Crosetto ha insistito sull’importanza di mantenere una posizione prudente ma determinata in un contesto geopolitico così delicato.
Infine, il Ministro ha rivolto un appello al Parlamento e al Paese: “In un momento simile c’è bisogno di unità”, ha concluso, ribadendo la volontà dell’esecutivo di lavorare con serietà e chiedendo che la sicurezza nazionale sia affrontata con uno spirito condiviso, al di là delle divisioni politiche.