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Il SIULM Aeronautica è intervenuto formalmente nei confronti del Comando 1ª Regione Aerea di Milano e, per conoscenza, dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, per segnalare una problematica interpretativa che sta generando disomogeneità applicative in materia di congedo parentale presso alcuni Enti dell’Aeronautica Militare.

Come noto, l’ultimo contratto di lavoro del personale militare non dirigente ha introdotto un’importante novità: l’innalzamento dell’età del figlio da 6 a 12 anni per la fruizione dei permessi di congedo parentale.

Si tratta di una previsione chiara, che amplia in modo significativo la tutela della genitorialità e il diritto alla conciliazione tra vita familiare e servizio.

Il problema segnalato dal SIULM

Nonostante la chiarezza della norma contrattuale, il SIULM ha raccolto segnalazioni secondo cui alcuni Enti starebbero sollevando dubbi interpretativi sull’applicabilità della nuova disciplina al personale i cui figli avevano già superato i 6 anni al momento dell’entrata in vigore del contratto.

Una simile impostazione rischia di produrre un effetto gravemente penalizzante:

escludere proprio quei militari che rientrano pienamente nel nuovo limite anagrafico dei 12 anni, vanificando di fatto l’estensione prevista dal contratto.

Una lettura giuridicamente insostenibile

Secondo il SIULM Aeronautica, tale interpretazione è paradossale e non sostenibile sotto il profilo giuridico.

L’innalzamento di un limite di età non può essere applicato in modo selettivo o retroattivamente penalizzante, distinguendo tra figli che hanno compiuto i 6 anni prima o dopo l’entrata in vigore della norma.

Una lettura restrittiva:

  •   contrasta con la ratio della previsione contrattuale;
  •   crea disparità di trattamento tra militari in situazioni familiari identiche;
  •   comprime ingiustificatamente un diritto contrattualmente riconosciuto;
  •   incide negativamente sull’equilibrio tra servizio e responsabilità genitoriali, soprattutto in una fase delicata della crescita dei figli.

La richiesta del SIULM Aeronautica

Per queste ragioni, il SIULM ha chiesto formalmente l’emanazione di una circolare esplicativa e uniformante, rivolta a tutti gli Enti dipendenti, che chiarisca in modo definitivo l’applicazione della nuova disciplina sul congedo parentale.

L’obiettivo è chiaro e concreto:

  •   garantire un’applicazione omogenea della normativa su tutto il territorio;
  •   evitare interpretazioni difformi o restrittive;
  •   assicurare il pieno rispetto dei diritti contrattuali del personale militare non dirigente.

Il SIULM Aeronautica ha inoltre manifestato la piena disponibilità al confronto istituzionale e, se necessario, a segnalare puntualmente gli Enti presso i quali si stanno verificando tali disallineamenti applicativi.

Una battaglia di civiltà contrattuale

La tutela della genitorialità non è una concessione, ma un diritto contrattuale che va applicato in modo coerente, uniforme e rispettoso della dignità del personale militare.

Su questo terreno, il SIULM Aeronautica continuerà a vigilare e ad agire con determinazione, affinché le norme conquistate vengano rese effettive e non svuotate da interpretazioni arbitrarie.

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