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 15 settembre 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

Come si è avuto modo di anticipare con due articoli pubblicati il 28 ottobre e 26 novembre del 2024, l’articolo 19 della Legge di Bilancio 2025 ha disposto uno stanziamento, per gli oneri del rinnovo contrattuale del triennio, pari a 1,755 miliardi per l’anno 2025, 3,550 miliardi per l’anno 2026 e 5,550 miliardi a decorrere dall’anno 2027.

Un cambiamento significativo rispetto al passato, almeno da quando il contratto ha durata triennale e dopo il blocco dal 2010 al 2015 imposto dall’articolo 9 del d.l. n. 78/2010, in quanto le leggi di bilancio destinavano col contagocce le risorse per i primi due anni del triennio e solo nell’ultimo stanziavano quelle sufficienti per il rinnovo.

Con l’anticipazione dello stanziamento lo scenario cambia completamente poiché permette di iniziare con largo anticipo la trattativa per il rinnovo del 2025-2027 che dovrebbe assicurare un aumento valutato del 5,4%, in linea con l’inflazione stimata nel periodo tra il 5,5 e il 6%.

In teoria sarebbe possibile, contrariamente a quanto avvenuto fino ad oggi in cui gli effetti del contratto si vedevano in busta oltre la scadenza del triennio (vedi ultimo contratto 2022- 2024 adeguato nel 2025), trovare un accordo entro l’anno e aumentare gli stipendi già nel 2026.

Infatti, il ministro Zangrillo ha appena firmato, in contemporanea, la cosiddetta “direttiva madre”, l’atto che dà di inizio alla contrattazione e, insieme a questa, la direttiva specifica per il comparto delle Funzioni centrali che di solito fa da apripista alla contrattazione pubblica.

Anche per il contratto del triennio 2028/2030 i tempi saranno brevi perché i fondi sono stati già stanziati dall’ultima legge di bilancio. Nel complesso si tratta di risorse in grado di assicurare aumenti che nei prossimi 6 anni dovrebbero garantire il pieno recupero dell’inflazione, vale a dire circa il 2 per cento l’anno.

La tabella a seguire indica una stima degli aumenti possibili nei prossimi due trienni.

La tabella a seguire, invece, mostra una stima degli aumenti del contratto 2025-2027 per il personale del comparto difesa a seconda del grado.

La tabella a seguire definisce una stima degli aumenti del contratto 2028-2030 per il personale del comparto difesa a seconda del grado.

Si sottolinea, infine, che l’anticipazione degli stanziamenti per l’adeguamento dei contratti, non solo permetterà una continuità di indicizzazione degli stipendi all’inflazione, ma sarà maggiore la somma che entrerà nelle tasche dei lavoratori.

Infatti, a differenza del passato quando per i primi due anni del contratto gli arretrati erano irrisori o, addirittura, nulli come il biennio 2022-2023 dell’ultimo contratto, già dal 2025 lo stipendio sarà adeguato.

Con l’esempio a seguire, di un sottufficiale al grado apicale, si cerca di spiegare meglio questo concetto, quantificando quanto percepito nel triennio 2022-2024 e quanto stimato per il triennio 2025-2027 in base alle risorse messe in campo.

Si evince, chiaramente, che nei primi due anni del prossimo contratto le somme maturate saranno superiore a quelle del precedente contratto, per una differenza di circa 2.000 euro. Effetti del contratto 2025-2027 e 2028-2030 sul trattamento di pensione

Il personale cessato dal servizio con diritto a pensione durante il periodo di vigenza contrattuale dei due trienni ha diritto alla riliquidazione del proprio trattamento di quiescenza a ogni singola decorrenza degli aumenti.

Mentre, il personale nella posizione di ausiliaria nei sopracitati trienni beneficerà di un adeguamento dell’indennità di ausiliaria a ogni singola decorrenza degli aumenti contrattuali, come da stime indicate in tabella a seguire.

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