“Il blindato bruciava e pensavo a mio figlio”

«Poi mi sono accorto del fumo; lo vedevo con la coda dell’occhio venire dai sedili posteriori del blindato e ho avuto paura: in quell’attimo mi è venuto in mente mio figlio».

Ha la voce ferma Fabio Tartaglione (il carabiniere rimasto ferito durante gli scontri con gli “indignados” a ottobre 2011) mentre racconta ai giudici i momenti terribili dell’assalto al mezzo in una piazza San Giovanni presa d’assedio. Tartaglione era solo quando un gruppo di manifestanti attaccò il mezzo di servizio che stava guidando, e il suo ricordo è lucido e drammatico: «Per prima cosa hanno distrutto gli specchietti del mezzo, ostruendomi la visuale alle spalle.

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