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Il sindacato USAMI nei giorni scorsi era intervenuto nella base militare alpina,  propedeutica all’addestramento in montagna dei militari dell’Aeronautica, in seguito alla ricezione di segnalazioni di criticità nella gestione dei buoni pasto. Dopo pochi giorni è emerso un altro dato importante – sottolinea il sindacato – ai militari verrebbe richiesto di depositare all’esterno degli uffici i propri dispositivi elettronici personali, come smartphone e smartwatch, prima di accedere ai locali in cui si svolgono i colloqui con i superiori.

La Cassazione, rimanendo in argomento di smartphone e ambienti militari, si era espressa in un contenzioso circa l’utilizzo dello stesso durante il colloquio con i superiori. Nel caso che trattammo a gennaio, i giudici ritennero l’episodio di “Scarsa Gravità” ( Leggi QUI)

Abbiamo appreso – scrive il sindacato – che presso il Distaccamento Aeronautico di Dobbiaco esistono istruzioni relative alle convocazioni gerarchiche, in particolare, ai militari verrebbe richiesto di depositare all’esterno degli uffici i propri dispositivi elettronici personali, come smartphone e smartwatch, prima di accedere ai locali in cui si svolgono i colloqui con i superiori.NSM è ANCHE SU WHATSAPP

Si tratta di una disposizione che, se confermata, solleva più di una perplessità sotto il profilo della legittimità e della proporzionalità. Oggi, infatti, i dispositivi elettronici non rappresentano soltanto strumenti di comunicazione, ma costituiscono veri e propri mezzi essenziali per la gestione della vita quotidiana, comprese eventuali urgenze familiari o personali. Impedirne completamente la disponibilità, anche solo temporanea, rischia di incidere in maniera significativa sulla sfera privata del personale.

Il sindacato comprende e condivide l’importanza di garantire il decoro, la concentrazione e il corretto svolgimento delle attività istituzionali. Tuttavia, tali esigenze devono sempre essere bilanciate con il rispetto dei diritti del personale, evitando imposizioni che possano risultare eccessive o non adeguatamente motivate.

Per queste ragioni, abbiamo formalmente interessato lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, chiedendo di verificare l’effettiva esistenza di tale disposizione, la sua conformità alla normativa vigente e la sua legittimità.

Parallelamente -continua Usami -è stata avanzata la richiesta di chiarire se esistano direttive generali emanate dalla Forza Armata in materia e, qualora necessario, di adottare ogni opportuno intervento a tutela del personale coinvolto.

USAMi Aeronautica – conclude il sindacato – continuerà a monitorare attentamente la situazione, con l’obiettivo di garantire un giusto equilibrio tra esigenze operative e tutela dei diritti individuali, nel rispetto dei principi di trasparenza, proporzionalità e legalità che devono sempre guidare l’azione amministrativa.

Restiamo in attesa di un riscontro urgente da parte dello Stato Maggiore, riservandoci ogni ulteriore iniziativa a tutela dei colleghi.

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NSM “Resta a disposizione dello Stato Maggiore o del Comando di Dobbiaco per eventuali chiarimenti o repliche nel merito della questione.”

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