Il Pentagono ha reso noti i nomi di quattro militari dell’U.S. Army Reserve caduti domenica in un attacco con drone contro una postazione americana a Port Shuaiba, il principale porto industriale del Kuwait. L’episodio è avvenuto nel contesto dell’Operazione “Epic Fury”, la campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Secondo il Dipartimento della Difesa, un sistema aereo senza pilota ha colpito l’area in cui si trovavano i soldati. Sei i militari morti complessivamente; per due di loro i nomi non sono stati ancora diffusi in attesa della notifica ai familiari. L’indagine sull’accaduto è tuttora in corso.

I quattro riservisti identificati appartenevano tutti al 103rd Sustainment Command (Expeditionary), unità logistica con sede a Des Moines, Iowa:

  • Capt. Cody A. Khork, 35 anni, Winter Haven (Florida)

  • Sgt. 1st Class Noah L. Tietjens, 42 anni, Bellevue (Nebraska)

  • Sgt. 1st Class Nicole M. Amor, 39 anni, White Bear Lake (Minnesota)

  • Sgt. Declan J. Coady, 20 anni, West Des Moines (Iowa)

Le storie dei caduti

Cody A. Khork si era arruolato nella Guardia Nazionale nel 2009 come specialista MLRS, prima di diventare ufficiale di polizia militare nella Riserva nel 2014. Aveva già prestato servizio in Arabia Saudita, a Guantánamo e in Polonia. Amici e familiari lo ricordano come una persona generosa, sempre pronta ad aiutare gli altri.

Noah L. Tietjens, meccanico di veicoli militari arruolato dal 2006, aveva già svolto due missioni in Kuwait (2009 e 2019). Il governatore del Nebraska ha disposto le bandiere a mezz’asta in suo onore, sottolineando il suo impegno nella difesa del Paese.

Nicole M. Amor, specialista di logistica automatizzata, era a pochi giorni dal rientro a casa. Madre di due figli, appassionata di giardinaggio e sport all’aria aperta, aveva già operato in Kuwait e Iraq nel 2019. Il marito ha raccontato che nessuno si aspetta un attacco letale in una missione percepita come relativamente sicura.

Declan J. Coady, il più giovane del gruppo, si era arruolato nel 2023 come specialista IT dell’Esercito. È stato promosso postumo a sergente. La sua morte ha suscitato particolare commozione nello Iowa, dove era cresciuto.

Il 103rd Sustainment Command (Expeditionary) è responsabile del supporto logistico alle forze dispiegate: rifornimenti di cibo, carburante, acqua e munizioni, oltre al trasporto di mezzi e materiali. Conta oltre 7.000 riservisti distribuiti in vari Stati del Midwest.


I caccia abbattuti in Kuwait

L’attacco con drone riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle installazioni militari nella regione del Golfo, un’area che già in passato ha visto episodi di velivoli abbattuti.

Durante la Guerra del Golfo, diversi caccia della coalizione guidata dagli Stati Uniti furono colpiti dalla contraerea irachena o abbattuti in combattimento. Tra i casi più noti vi furono:

  • F-16 e F/A-18 colpiti durante missioni di bombardamento su obiettivi in Iraq.

  • A-10 Thunderbolt II abbattuti dal fuoco antiaereo durante missioni di supporto ravvicinato.

  • Episodi di piloti eiettati e successivamente recuperati dalle forze speciali in operazioni di Combat Search and Rescue (CSAR), alcune delle quali coordinate anche da basi in Kuwait.

Il Kuwait, per la sua posizione strategica e per la presenza di basi avanzate della coalizione, è stato un nodo cruciale sia per le operazioni aeree sia per i recuperi dei piloti caduti o abbattuti durante le missioni sulla regione.

Anche negli anni successivi, nel contesto delle operazioni contro gruppi armati e durante le tensioni con l’Iran, lo spazio aereo del Golfo Persico è rimasto altamente militarizzato, con episodi di intercettazioni, droni abbattuti e incidenti aerei.

Memoria e testimonianze

La morte dei sei riservisti rappresenta uno degli episodi più gravi per le forze americane in Kuwait negli ultimi anni. Le autorità militari hanno sottolineato il valore del loro servizio e il sacrificio compiuto.

Di seguito dei video su caccia U.S.A.  

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