Il Tribunale di Latina: “Il fatto non sussiste”
LATINA – Si è concluso ieri, 6 ottobre, davanti al Tribunale di Latina, il processo che vedeva imputati otto ex allievi piloti dell’Aeronautica Militare, accusati di violenza privata e lesioni personali ai danni della collega Giulia Schiff. Il giudice monocratico Mario La Rosa ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, ponendo fine a un procedimento durato diversi anni.
Il contesto dei fatti
L’inchiesta traeva origine da un episodio avvenuto nell’aprile 2018 presso l’aeroporto “Enrico Comani” di Latina, sede del 70° Stormo, dove Giulia Schiff, allora allieva sergente, aveva appena completato il suo primo volo da solista. In tale occasione si svolse il cosiddetto “battesimo del volo”, una cerimonia tradizionale che, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe assunto toni e modalità lesive nei confronti della giovane militare.
Nel corso del procedimento sono stati acquisiti filmati e testimonianze sull’episodio, in cui la Schiff veniva sollevata dai colleghi e condotta verso una piscina, subendo nel tragitto contatti fisici ritenuti dall’accusa non consensuali. La parte civile aveva sostenuto che l’evento integrasse una forma di coercizione e umiliazione, mentre le difese lo avevano descritto come un rito tradizionale, privo di intento violento o vessatorio.
L’esito del processo
Dopo un’istruttoria durata quasi quattro anni, il giudice La Rosa ha assolto tutti gli imputati, ritenendo insussistenti gli elementi costitutivi dei reati contestati.
Il capo d’imputazione relativo alle lesioni personali è stato riqualificato in percosse, ma tale reato è risultato non procedibile per tardività della querela, presentata oltre i tre mesi previsti dalla legge.
Quanto alla violenza privata, il Tribunale ha escluso l’esistenza del dolo, rilevando che il “battesimo del volo” non aveva carattere coercitivo e si inseriva in una consuetudine interna all’ambiente militare.
Le motivazioni e le reazioni
Nelle motivazioni lette in aula, il giudice ha valorizzato l’assenza di un intento di costrizione e la natura tradizionale dell’episodio. Le difese hanno accolto con soddisfazione la decisione, definendola “una sentenza equilibrata e rispettosa delle prove emerse in dibattimento”.
L’Avvocatura dello Stato, che rappresentava l’Aeronautica Militare, ha espresso apprezzamento per un verdetto ritenuto “fondato sull’esame puntuale degli atti”.
L’avvocato di Giulia Schiff, Massimo Strampelli, ha dichiarato: “Le sentenze si rispettano. Il Tribunale ha ritenuto il rito lecito, in linea con la valutazione della commissione interna dell’Aeronautica”.
Il seguito della vicenda
Il caso aveva avuto ampio risalto mediatico e istituzionale, ponendo l’attenzione sul tema delle tradizioni goliardiche nelle Forze Armate. L’Aeronautica Militare, già negli anni successivi ai fatti, aveva rivisto alcune pratiche celebrative legate al “battesimo del volo”, prevedendo modalità considerate più conformi al contesto formativo e disciplinare.
Con la sentenza di oggi, il Tribunale di Latina ha definitivamente escluso la sussistenza di condotte penalmente rilevanti, chiudendo una vicenda che per anni aveva diviso opinione pubblica e mondo militare.
