La Norvegia è diventata il nono Paese europeo ad aderire al programma di deterrenza nucleare promosso dalla Francia. Secondo quanto riporta Defense News, la decisione si inserisce in un contesto caratterizzato da una crescente percezione della minaccia russa e da interrogativi sempre più diffusi in Europa sull’affidabilità delle garanzie di sicurezza statunitensi.
L’annuncio è arrivato dopo la visita a Parigi del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Come riferisce Defense News, all’incontro hanno partecipato anche rappresentanti di altri Paesi europei coinvolti nell’iniziativa francese definita di “deterrenza avanzata”, un concetto che mira ad ampliare il ruolo della forza nucleare francese nella sicurezza del continente.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Støre ha precisato che la Norvegia non ospiterà armi nucleari sul proprio territorio in tempo di pace. Tuttavia, da quanto si apprende, la nuova dottrina illustrata dal presidente Emmanuel Macron nel marzo scorso prevede che eventuali minacce esistenziali rivolte agli alleati europei possano essere considerate anche nell’ambito della risposta nucleare francese. Il controllo politico e operativo dell’arsenale resterebbe comunque esclusivamente nelle mani di Parigi.
Secondo Defense News, gli aspetti concreti dell’iniziativa sono ancora in fase di definizione. Alcuni Paesi, tuttavia, sembrano aver avviato discussioni più avanzate. In Polonia, ad esempio, si starebbe valutando un possibile ruolo per il dispiegamento di caccia Rafale francesi dotati di capacità nucleare.
Particolarmente significativo appare il coinvolgimento della Germania. Come riportato dalla testata statunitense, Berlino e Parigi hanno istituito all’inizio dell’anno un gruppo direttivo dedicato alla cooperazione sulla deterrenza nucleare, con l’obiettivo di presentare i primi risultati concreti entro la fine del 2026.
Sempre secondo quanto riportato da Defense News, che cita informazioni pubblicate dalla rivista tedesca Der Spiegel, la Germania era rappresentata all’incontro di Parigi dal consigliere per la politica estera e di sicurezza della Cancelleria federale. Una nuova riunione del gruppo di lavoro sarebbe prevista nelle prossime settimane.
Tra le iniziative già allo studio figurano la partecipazione tedesca, in qualità di osservatore, alle esercitazioni nucleari francesi a partire dal prossimo settembre e visite agli impianti e alle infrastrutture della filiera nucleare militare francese. In una fase successiva, la Bundeswehr potrebbe assumere alcuni compiti di supporto, pur senza avere alcun accesso diretto alle armi nucleari.
Defense News evidenzia come la Francia continui a mantenere un certo livello di ambiguità strategica sui dettagli dell’offerta rivolta agli alleati europei. Una scelta che, secondo osservatori e funzionari francesi citati dalla testata, sarebbe coerente con la tradizionale dottrina nucleare di Parigi.
Il modello francese appare diverso dall’attuale sistema di nuclear sharing della NATO, basato sulla presenza di ordigni nucleari statunitensi in Paesi come Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. Nel caso francese, non si tratterebbe di una condivisione diretta delle armi, bensì di un’estensione della protezione strategica garantita dalla Francia all’interno di una più ampia sfera di sicurezza europea.
Oltre a Norvegia, Germania e Polonia, hanno aderito all’iniziativa francese anche Svezia, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito.
La Francia è uno dei cinque Stati riconosciuti dal Trattato di non proliferazione nucleare come potenze nucleari. Secondo i dati richiamati da Defense News, dispone di circa 290 testate nucleari, il quarto arsenale più consistente al mondo dopo Russia, Stati Uniti e Cina, e davanti al Regno Unito.