Accesso abusivo al sistema informatico del Comando -2 Carabinieri nei guai

Era un collaboratore di giustizia ma faceva la vita di un uomo libero. Era sorvegliato ma, in spregiudicata autonomia, continuava a curare gli affari delle cosche. Carmelo Bisognano, tra gli esponenti autorevoli della cosca di Barcellona Pozzo Dal Gotto, inserito in un programma di protezione, era riuscito a farsi dare un mano anche dai due carabinieri che gli facevano da scorta:

Enrico Abbina e Diego Pistelli. I due, in sostanza, si erano prestati a monitorare un imprenditore organico alle cosche (Marino Tindaro) con accessi abusivi al sistema informatico del comando provinciale dei carabinieri di Rieti.

Scrive la giudice per le indagini preliminari, Chiara Gallo, che i tre «avevano trasformato i benefici e le garanzie di cui gode un collaboratore di giustizia in occasioni criminogene consentendo a Bisognano di proseguire nel proprio percorso criminale nonostante le limitazioni».

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nella foto il boss Bisognano

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