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L’Italia punta a rafforzare le proprie capacità nel settore dei velivoli senza pilota attraverso la collaborazione industriale tra Leonardo e la turca Baykar. Al centro del programma c’è l’Astore Levante, derivato dal Bayraktar TB3, per il quale l’Aeronautica Militare prevede l’acquisizione iniziale di sei velivoli. Parallelamente, sono in corso valutazioni sull’integrazione di armamenti europei prodotti da MBDA, senza che sia stata ancora annunciata una scelta definitiva.

La cooperazione tra Leonardo e Baykar si inserisce in un contesto internazionale nel quale i droni stanno evolvendo da piattaforme dedicate prevalentemente alla sorveglianza a sistemi capaci di integrare sensori, armamenti e tecnologie avanzate di elaborazione delle informazioni. L’intelligenza artificiale rappresenta uno degli ambiti di sviluppo più rilevanti, anche se non tutte le piattaforme dispongono già delle medesime capacità.

Un esempio arriva dagli Stati Uniti. Il 12 ottobre 2026, ONDAS ha annunciato, insieme a Palantir Technologies, l’iniziativa Regna AI, destinata a sviluppare modelli di intelligenza artificiale per applicazioni operative e sistemi autonomi. Secondo la comunicazione aziendale, queste tecnologie potranno essere impiegate anche sui droni per analizzare i dati raccolti, supportare gli operatori e contribuire alla pianificazione e all’aggiornamento delle missioni.

L’obiettivo è rendere possibile l’elaborazione delle informazioni direttamente sui sistemi impiegati sul campo, anche quando le connessioni con i centri di comando sono limitate o intermittenti. L’iniziativa punta inoltre a integrare dati provenienti da piattaforme differenti attraverso strumenti di comando, controllo e gestione delle informazioni.

Il progetto ONDAS-Palantir evidenzia quindi una direzione tecnologica che va oltre la singola piattaforma: l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento per coordinare droni, sensori e sistemi di missione, accelerando l’analisi dei dati e il supporto alle decisioni. Il comunicato descrive un’iniziativa di sviluppo tecnologico e non dimostra che tutte le capacità annunciate siano già operative.

Il confronto tra i due programmi mette in luce due dimensioni complementari della trasformazione militare: da una parte, l’asse industriale Italia-Turchia per realizzare e integrare nuove piattaforme aeree; dall’altra, lo sviluppo di software e modelli di intelligenza artificiale destinati a rendere i sistemi senza equipaggio più integrati e capaci di operare in scenari complessi. Resta fondamentale distinguere l’automazione della navigazione e dell’analisi dei dati dall’autonomia nell’impiego delle armi, che richiede valutazioni tecniche, operative e giuridiche specifiche.

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