Il Ministero della Difesa ha pubblicato il decreto ministeriale dell’11 maggio 2026 che disciplina le nuove modalità di reclutamento straordinario nell’Arma dei Carabinieri per cittadini laureati. Il provvedimento, emanato in attuazione delle recenti modifiche al Codice dell’ordinamento militare introdotte dal decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026, apre alla possibilità di bandire concorsi pubblici per titoli ed esami finalizzati all’arruolamento diretto con il grado di maresciallo.
Il decreto rappresenta una delle principali novità normative nel sistema di reclutamento delle Forze armate italiane degli ultimi anni, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le competenze specialistiche dell’Arma dei Carabinieri in settori tecnici e ad alta qualificazione.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Cosa prevede il decreto
Il testo si fonda sulle modifiche introdotte all’articolo 683 del Codice dell’ordinamento militare. In particolare, il nuovo comma 9-bis stabilisce che, fino al 31 dicembre 2027, l’Arma dei Carabinieri potrà bandire concorsi pubblici per il reclutamento di laureati direttamente nel ruolo ispettori con il grado iniziale di maresciallo.
I concorsi saranno aperti ai cittadini italiani in possesso di una laurea individuata con specifico decreto ministeriale e con un’età non superiore a 28 anni alla data indicata nel bando.
Il decreto dell’11 maggio 2026 definisce nel dettaglio:
- le modalità di svolgimento delle procedure concorsuali;
- i requisiti di partecipazione;
- le prove selettive;
- i criteri di valutazione dei titoli;
- la composizione delle commissioni esaminatrici;
- le modalità di formazione delle graduatorie.
Un reclutamento orientato alle competenze specialistiche
La ratio del provvedimento è chiara: introdurre nell’Arma figure professionali altamente specializzate, in grado di rispondere alle nuove esigenze operative legate alla sicurezza digitale, alle investigazioni tecnologiche, alla cybersicurezza e alla gestione di attività sempre più complesse.
Negli ultimi anni, infatti, le Forze armate e le forze di polizia hanno registrato una crescente necessità di personale con competenze universitarie avanzate in discipline tecniche, scientifiche, informatiche ed economiche.
La scelta di consentire l’accesso diretto al ruolo ispettori tramite laurea punta quindi ad accelerare l’inserimento di professionalità qualificate, riducendo i tempi necessari alla formazione interna tradizionale.
I requisiti previsti
Il decreto richiama i requisiti generali previsti dagli articoli 635 e seguenti del Codice dell’ordinamento militare.
Tra gli elementi principali:
- cittadinanza italiana;
- godimento dei diritti civili e politici;
- assenza di condanne incompatibili con il servizio militare;
- possesso dei requisiti psicofisici e attitudinali;
- requisito di affidabilità previsto per il personale dell’Arma dei Carabinieri;
- limite massimo di età fissato a 28 anni.
Particolare attenzione viene dedicata agli accertamenti sanitari e attitudinali, che dovranno essere effettuati secondo le norme previste dal regolamento militare.
Il decreto ribadisce inoltre che il personale militare già in servizio e in possesso dell’idoneità incondizionata non dovrà essere nuovamente sottoposto ad alcuni accertamenti relativi ai parametri fisici.
Tutele per le candidate in gravidanza
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda le garanzie previste per le candidate in stato di gravidanza.
Richiamando l’articolo 640 del Codice dell’ordinamento militare, il decreto stabilisce che le aspiranti impossibilitate temporaneamente a sostenere gli accertamenti psicofisici potranno essere ammesse d’ufficio al primo concorso utile successivo.
Le candidate risultate vincitrici manterranno inoltre la medesima anzianità giuridica rispetto agli altri vincitori del concorso originario.
La misura si inserisce nel quadro delle norme introdotte negli ultimi anni per favorire la parità di accesso alle carriere militari e superare gli ostacoli legati alla maternità.
Commissioni e graduatorie
Il decreto conferma che le commissioni esaminatrici saranno composte prevalentemente da personale militare in servizio appartenente alla Forza armata interessata.
Potranno inoltre essere nominati esperti esterni per specifiche materie tecniche o specialistiche.
Le graduatorie finali saranno elaborate sulla base della somma dei punteggi ottenuti nelle prove d’esame e nella valutazione dei titoli.
Il provvedimento chiarisce anche che gli eventuali posti non coperti potranno essere recuperati nell’ambito delle successive facoltà assunzionali.
Perché il decreto è importante
Il decreto dell’11 maggio 2026 segna un passaggio significativo nell’evoluzione del modello di reclutamento dell’Arma dei Carabinieri.
Tradizionalmente, il ruolo ispettori è stato alimentato soprattutto attraverso percorsi interni o concorsi ordinari con formazione successiva. L’apertura a laureati specializzati introduce invece una logica più vicina ai modelli adottati in altri Paesi europei, dove le competenze tecniche vengono integrate direttamente nei ruoli intermedi e direttivi delle forze di sicurezza.
La riforma potrebbe avere effetti importanti soprattutto nei settori:
- cybercrime;
- intelligence;
- analisi dati;
- investigazioni economico-finanziarie;
- sicurezza informatica;
- gestione tecnologica delle attività operative.
Allo stesso tempo, il nuovo sistema potrebbe rendere più attrattiva la carriera militare per giovani laureati provenienti da università tecniche e scientifiche.
I prossimi passi
Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale, si attende ora l’emanazione dei primi bandi di concorso che definiranno:
- il numero dei posti disponibili;
- le classi di laurea ammesse;
- il calendario delle prove;
- i criteri specifici di valutazione.
Le procedure dovrebbero partire già nel corso del 2026, in linea con il piano di rafforzamento degli organici previsto dal Ministero della Difesa.