https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/PIEMONTE/SENTENZA/2/2020

Art. 54. L’Inps rigetta le istanze ma la Corte dei Conti rilancia: va riconosciuto anche a chi aveva più di 20 anni di servizio

L’INPS non demorde. La miriade di ricorsi persi non scoraggiano chi giostra i fili della macchina pensionistica. Di contro la Corte dei Conti continua a condannare l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Ricorsi su ricorsi, tutti pagati dai contribuenti e la situazione ora si complica ulteriormente . Questa volta a spuntarla è stato un maresciallo della Marina Militare.

L’ orientamento interpretativo – si apprende dalla sentenza  –  supera quello sinora seguito da parte della giurisprudenza e cui, provenendo dal giudice di secondo grado, questo Giudice intende prestare adesione. Quindi secondo il la Corte dei Conti, la norma in questione deve essere applicata, ricorrendone le condizioni previste, anche ai militari che siano cessati dal servizio con una anzianità superiore a venti anni,



Il ricorrente, Primo Maresciallo della Marina Militare, è titolare, a decorrere dal 10 luglio 2018 (iscrizione n. 17632672), di trattamento pensionistico liquidato con il c.d. sistema misto retributivo-contributivo.

Con il ricorso in esame egli lamenta la mancata applicazione dell’aliquota di rendimento relativa alla quota retributiva della pensione relativa al periodo di servizio svolto sino al 31 dicembre 1995 prevista, nella misura del 44%, dall’art. 54, comma primo del D.P.R. n. 1092/1973 per chi, come il ricorrente, è cessato con più di quindici anni di servizio.

L’INPS si è costituito in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso.

All’udienza di discussione le parti hanno richiamato le conclusioni in atti e la causa è stata decisa come da dispositivo.

Considerato in

DIRITTO

1. Non essendovi controversia in fatto, per la decisione del ricorso può farsi riferimento, ai sensi dell’art. 17 delle norme di attuazione del c.g.c., al precedente in materia costituito da Corte dei conti, sez. I app. n. 422/2018 (seguito, tra le altre, da sez. II app. nn. 308, 310, 370/2019 e da sez. III app. n. 228/2019), nonché diverse pronunce di questa Sezione (tra tutte, n. 27/2019) che vanno di diverso avviso rispetto a parte (minoritaria) della giurisprudenza di primo grado, tra cui quella più risalente di questa Sezione, sulla questione di diritto della interpretazione dell’art. 54, comma primo del D.P.R. n. 1092/1973.

2. Tale orientamento interpretativo, che supera quello sinora seguito da parte della giurisprudenza e cui, provenendo dal giudice di secondo grado, questo Giudice intende prestare adesione, ha ritenuto che la norma in questione vada applicata, ricorrendone le condizioni previste, anche ai militari che siano cessati dal servizio con una anzianità superiore a venti anni, non essendo tale limite preclusivo della sua applicazione.

3. La domanda di cui al ricorso può pertanto essere accolta con la dichiarazione del diritto del ricorrente alla riliquidazione del trattamento pensionistico con applicazione, per la parte relativa ai periodi di servizio sino al 31 dicembre 1995, computati secondo il sistema retributivo ai sensi dell’art. 1, comma 12 della L. n. 335/1995, dell’aliquota di cui all’art. 54, comma primo del D.P.R. n. 1092/1973.

4. Dalla riliquidazione consegue il diritto agli arretrati.

5. Su tali arretrati vanno applicati gli interessi corrispettivi nella misura legale, calcolati dalla decorrenza di ciascun rateo di pensione sino al pagamento effettivo. Continua ↓




6. Compete poi la rivalutazione monetaria ai sensi dell’art. 167, comma 3 c.g.c., da calcolarsi, secondo quanto specificato dalle SS.RR. (n. 10/2002/QM), quale parziale possibile integrazione degli interessi al saggio legale, ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura dei primi.

7. Le spese possono essere compensate in ragione delle oscillazioni giurisprudenziali.

P.Q.M.

la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la regione Piemonte, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando,

dichiara il diritto del ricorrente alla riliquidazione del trattamento pensionistico con applicazione, per la parte relativa ai periodi di servizio sino al 31 dicembre 1995, dell’aliquota di cui all’art. 54 del D.P.R. n. 1092/1973, oltre arretrati maggiorati di accessori come per legge.

Compensa le spese.

Così deciso in Torino, il 17 dicembre 2019


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