Sottocapo 1 classe salva la vita a 51enne durante gara podistica

ERACLEA. Eroe per caso all’arrivo della Marcia dei Tre Mulini gara di podismo che si è corsa domenica a Vazzola nel trevigiano. Alessio Bianco, vice allenatore del Litorale Nord (C Silver) ed ex capitano della pallacanestro Portogruaro e dell’Eraclea è stato uno dei tre soccorritori che hanno salvato la vita al 51enne Giorgio Piccin colpito da un malore all’arrivo. «Ero andato a salutare una mia amica dopo avere tagliato il traguardo della 12 chilometri quando un ragazzo ha urlato che c’era un runner che si era accasciato per terra a causa di un malore», racconta Bianco. «Mi sono accorto subito che si trattava di un infarto e ho cominciato il massaggio cardiaco aiutato da un altro corridore in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati».

Alessio Bianco è un militare della Capitaneria di Porto di Jesolo, grado sottocapo 1 classe. E ricoprendo questo ruolo ha fatto tutti i corsi di formazione dedicati alle prime nozioni di pronto soccorso e all’uso del defibrillatore.

«Il defibrillatore ci è stato fornito immediatamente. Abbiamo aperto la maglietta con le forbici, depilato il petto e posizionato le piastre sul torace per azionare il dispositivo salvavita. Credo siano passati tre/quattro minuti, interminabili ma ce l’abbiamo fatta. Per fortuna che alla corsa stava partecipando anche il cardiologo che lavora all’ospedale di Conegliano, è arrivato al traguardo giusto in tempo per proseguire le operazioni».

Cosa insegna un’avventura del genere andata fortunatamente a buon fine? «Prima di tutto lo spirito di squadra tra noi runner, ci siamo adoperati in tre per salvare la vita ad un nostro collega. Alla fine ci siamo abbracciati e dati il cinque come un vero e proprio team sportivo. Eravamo talmente scossi che non ci siamo nemmeno presentati», spiega il militare di Eraclea che insegna basket nel settore giovanile del Litorale Nord ed è il vice di coach Giovanni Teso in prima squadra.

«E consiglio a tutti di fare questi corsi di primo soccorso, può succedere a chiunque una cosa del genere. Non è semplicemente un obbligo, ma un vero e proprio dovere morale». FONTE

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