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SIM Carabinieri: innalzamento limiti di età per concorsi pubblici dell’Arma

Deroghe ai requisiti anagrafici della partecipazione ai concorsi pubblici, carabinieri da bandire fino al 31 dicembre 2022.

Proposta innalzamento limiti di età per i cittadini che non hanno prestato il servizio militare.

▪︎Concorsi per Ufficiale del ruolo normale dell’Accademia: da 17 a 22 anni (limite elevato, fino a 3 anni di un periodo pari al servizio prestato nelle Forze Armate)
▪︎Corso triennale per Allievi Marescialli del ruolo Ispettori. Si distingue in:

•Militari dell’Arma dei Carabinieri appartenenti al ruolo dei Sovrintendenti e al ruolo degli Appuntati e Carabinieri, gli Allievi carabinieri e gli Ufficiali in ferma prefissata: limite massimo di 30 anni
• Cittadini italiani: da 17 a 26 anni non compiuti: limite elevato a 28 anni per chi ha prestato servizio militare per una durata non inferiore alla ferma obbligatoria

▪︎ Concorsi per Allievo carabiniere (aperti anche ai civili). Si distingue in:

• VFP1 in servizio da almeno 7 mesi continuativi ovvero in rafferma annuale, VFP1 e VFP4 in congedo e VFP4 in servizio: limite massimo di 28 anni
• Cittadini italiani: da 17 a 26 anni: limite elevato a 28 anni per chi ha prestato servizio militare

La proposta muove da quanto stabilito dall’articolo 3, comma 6, della L. 127/1997 (la c.d. seconda Bassanini) che in modo molto chiaro aveva disposto l’eliminazione del limite anagrafico per iscriversi ai concorsi pubblici.

La norma, ancora oggi vigente, afferma testualmente che la “partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione”.

Con l’inciso “salvo deroghe” il legislatore, a fronte dell’affermazione del principio generale per cui tutti possono partecipare ai concorsi pubblici, a prescindere dall’età, legittimava così il mantenimento di specifici vincoli anagrafici per essere ammessi ad un consistente numero di concorsi, in particolare quelli nelle Forze Armate e nel Comparto Sicurezza.

Attualmente, come è noto, per iniziare la carriera nelle Forze Armate, è necessario non avere superato il limite dei 25 anni.
Si tratta di una vera e propria disparità di trattamento, con profili anche di natura costituzionale, poiché si impedisce l’accesso alle carriere militari o nelle forze dell’ordine in virtù della citata deroga concessa, per la natura del servizio, alle amministrazioni competenti.

Ma siamo assolutamente certi che i limiti imposti nel nostro paese siano connessi ad oggettive necessità delle amministrazioni, connesse alla natura del servizio?

A noi, quello dei 25 anni, sembra oggettivamente molto basso. Solo a titolo esemplificativo, nella legione straniera francese il limite è di quarant’anni di età, negli Stati uniti d’America e di 35 anni, in Austria 35 anni, in Germania 31 anni, in Cina 35 anni, in Russia 32 anni, in Canada 45 anni, in Francia quarant’anni ed, infine, in Svizzera 34 anni.

La legislazione europea, del resto, ha rafforzato in maniera significativa il contrasto a forme di discriminazione, compresa quella anagrafica, con la direttiva 2000/43/CE del consiglio, del 29 giugno 2000; in particolare una recente sentenza del 13 novembre 2014 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella causa C416/13, ha evidenziato profili di discriminazione nelle norme d’accesso alle forze dell’ordine in Spagna, stravolgendo i bandi di concorso per le forze di polizia.

Al momento, quindi, la situazione relativa ai limiti di età previsti nei concorsi pubblici in Italia è la seguente: ricorrendo determinate condizioni, i limiti di età per partecipare ai concorsi pubblici sono pienamente legittimi secondo la legislazione italiana ed europea (norme mai abrogate o modificate) anche se, laddove fossero considerati discriminatori e sproporzionati, potrebbero essere oggetto di impugnazione presso un tribunale italiano, richiamando quanto affermato dalla citata sentenza della Corte di Giustizia europea.

Giovani disillusi ad intraprendere una carriera militare nelle forze armate si vedono sbarrare la strada per la partecipazione ai concorsi a causa di proibitivi limiti di età, proprio in un momento dove il lavoro è diventato una chimera, quando invece bisognerebbe offrire ai giovani opportunità differenti.

Sono numerose le proposte di legge presentate in questi anni da deputati con lo scopo di innalzare i limiti di età nelle forze armate.

I deputati del Parlamento Italiano osservano come sia necessario andare incontro all’evoluzione culturale nonché della struttura sociale e anagrafica della comunità.

Conseguentemente, si rende necessario modificare il quadro normativo relativamente ai limiti anagrafici fissati per i concorsi nella pubblica amministrazione, soprattutto per quanto concerne le forze di polizia e armate.

L’ art. 3 della Costituzione cita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Ci auguriamo che il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in tempi rapidi, possa esaminare la proposta di questo Sindacato e consentire anche nel nostro Paese il superamento di un limite che assume, nel 2021, un carattere profondamente diverso fino a diventare vera e propria disuguaglianza in contraddizione con i dettati costituzionali, che impedisce l’accesso a carriere militari o nelle Forze dell’ordine in virtù della presenza di deroghe concesse alle amministrazioni competenti, per la peculiare natura del servizio che, come abbiamo visto per altri paesi nel mondo, non hanno nulla a che vedere con limiti di età così bassi!

Si consideri, altresì:
1.che da oltre un anno, ormai, la pandemia generata dal virus Covid-19 condiziona pesantemente le nostre vite, le attività sociali, formative, economiche ed amministrative, con conseguenti ricadute negative anche nel comparto delle Forze Armate, poiché gli stessi appartenenti, alle nefaste conseguenze delle restrizioni che attanagliano tutta la popolazione, con ansie, timori e paure, aggiungono lo stress ed i rischi connessi alla peculiare attività svolta, con comprensibili ricadute sulla funzionalità e capacità operative dello strumento militare.

2.Che i Reclutamenti, bandi e concorsi hanno subito e stanno tuttora subendo annullamenti, slittamenti e posticipazioni, in pregiudizio di moltissimi giovani che avendo compiuto il 26° anno di età in questo periodo, non hanno avuto la possibilità (ingiustamente) di partecipare ad alcun concorso.

3.che, in proposito, il Tar Lazio ha già accolto il ricorso di un aspirante Carabiniere, che non avendo potuto partecipare al bando di concorso per allievi carabinieri avendo già compiuto il 26° anno di età alla data di presentazione della domanda, sentendosi discriminato per la disparità dei requisiti richiesti, si è rivolto ad uno studio legale che ne ha curato il ricorso.

I Giudici Amministrativi hanno accolto le loro tesi e ammesso il ricorrente alle prove preselettive. Il bando di concorso, in maniera fortemente discriminatoria, aveva infatti previsto una clausola escludente, fissando il limite a 26 anni solo per i concorrenti che non avevano effettuato in precedenza il servizio militare.

Di contro, per coloro i quali avevano già espletato tale servizio, il limite di età veniva elevato a 28 anni!
Non si comprende per quale motivo, se per un verso la normativa di settore fissa in 26 anni il limite di età per l’accesso al ruolo, per l’altro, in maniera oltremodo discriminatoria, consente di aumentare detto requisito fino al 28° anno di età, causando una evidente disparità di trattamento assolutamente ingiustificata e dunque illegittima.

Infatti, se si ritiene fisicamente idoneo un 28enne (sol perché ha già prestato l’anno di militare) a maggior ragione lo sarà un ragazzo di 26 anni!

Per tutti questi motivi, il SIM Carabinieri chiede con forza l’adeguamento dei limiti d’età agli standard degli altri paesi europei – anche alla luce della recente sentenza della Corte Europa; la deroga per gli imminenti concorsi al limite di età per l’accesso alle prove concorsuali nell’interesse dei nostri giovani, già pesantemente colpiti dalla situazione pandemica mondiale.

Se la proposta dell’innalzamento dell’età non fosse ritenuta valida, ovvero se non si dovesse ritenere utile allinearsi agli standard degli altri paesi europei (con la conseguente potenziale esposizione ad una serie indefinita di contenziosi); qualora non fosse possibile neanche adeguarsi ai principi della NOSTRA COSTITUZIONE, considerati i precedenti punti 1, 2, 3
chiediamo che venga quantomeno concessa per gli imminenti bandi di concorso l’innalzamento del limite d’età fino ad un massimo di anni 28 anche per chi non ha svolto il servizio militare.

SIM CARABINIERI

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