La denuncia del pilota francese: Mi hanno legato in un poligono e i caccia hanno sparato ai bersagli

Le forze armate francesi finiscono nuovamente alla cronaca. Dopo la lettera dei generali d’oltralpe , sottoscritta anche da 18 militari in servizio, tutti finiti sotto osservazione del “Consiglio Militare”, rischiando addirittura di essere radiati, è la volta di un pilota, finito alle cronache mondiali per aver denunciato di essere stato vittima di atti di nonnismo cruenti.

Malgrado la storia risalga al  27 marzo 2019, il giovane pilota di caccia avrebbe trovato il coraggio di dire la verità soltanto da poco tempo.

La violenza sarebbe avvenuta nella base di Solenzara, in Corsica, dove appena giunto, sarebbe stato sottoposto a torture infernali.

Appena in caserma – si apprende da Corse Net Infos  – i commilitoni gli avrebbero chiesto di indossare la divisa da pilota, per poi legarlo con un nastro nero ai polsi, alle caviglie e alle ginocchia. Infine lo avrebbero incappucciato.

Una volta reso inerme, lo avrebbero caricato sul retro di un pick-up, per trasportarlo fino al centro del poligono di tiro di Diane, a nord della base aerea di Solenzara.

A quel punto il militare sarebbe stato legato ad un palo, utilizzato come bersaglio per le esercitazioni dei Caccia Mirage.

Dopo alcuni minuti di interminabile silenzio, il giovane pilota avrebbe udito il rumore dei caccia e subito dopo sarebbero stati esplosi dei colpi contro bersagli distanti qualche centinaio di metri lasciandolo paralizzato dalla paura.

Dopo diversi minuti i commilitoni sarebbero tornati a prelevarlo e, ancora legato, lo avrebbero riportato in caserma. Alla base della denuncia, vi sarebbero il rifiuto dell’amministrazione ad un nuovo incarico e le difficoltà di proseguire la vita militare per lo shock subito nel poligono.

Sul caso indaga la Procura di Marsiglia, mentre il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare francese, da quanto riporta la ” La Provence”,   ha fatto sapere di aver avviato e concluso un procedimento disciplinare nei confronti dei responsabili, comminando sanzioni severe, pur non rendendo noti i nomi dei militari coinvolti.

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