I militari hanno concluso recentemente proprio un’esercitazione su queste capacità e sono dotati dell’elicottero italiano impiegato anche in Afghanistan, certificato per condurre le operazioni in aree non permissive

Sarà la brigata aeromobile “Friuli” a mettere a disposizione i 130 soldati che l’Italia invierà a Erbil, nel Kurdistan iracheno, per rafforzare il suo contributo alla lotta all’Isis. I militari, la cui partenza era stata annunciata dal ministro della Difesa Roberta Pinotti il 2 febbraio a chiusura del vertice dei 23 paesi più impegnati contro il Daesh, si occuperanno di “Personnel Recovery”: cioè di missioni per il recupero di operatori in zone di combattimento (aree non permissive). Non a caso, i primi giorni del mese scorso la”Friuli” ha concluso proprio un’esercitazione aeromobile finalizzata a certificare – come riporta il sito dell’Esercito – per i soldati della Forza armata, “il raggiungimento della piena capacità operativa (Full operational capability – Foc) di alcuni dei reggimenti appartenenti alla grande unità elementare.

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