FIRENZE, ALTA TENSIONE NEL CARCERE DI SOLLICCIANO: POLIZIA PENITENZIARIA SALVA LA VITA A DETENUTO CHE TENTA IL SUICIDIO, AGENTE VITTIMA DELLA FOLLE VIOLENZA DI UN RISTRETTO

Fine settimana di follia e violenza quello appena concluso nel carcere di Sollicciano a Firenze. Lo denuncia in un comunicato stampa Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: 

Sabato scorso, verso le ore 17.30, un detenuto tunisino, rimasto solo in cella, ha tentato di impiccarsi ma solo grazie all’attenta vigilanza del personale di polizia si è impedito il tragico evento. L’altrettanto immediato intervento dei rinforzi ha permesso di attivare le attività di rianimazione in attesa dell’intervento del personale sanitario. La condotta irreprensibile del personale hanno impedito che il tentativo di suicidio mediante impiccamento producesse la morte del ristretto.”
Altro episodio turbolento è avvenuto dopo poche ore:



 Domenica, verso le ore 12.00, un detenuto maghrebino lanciava fuori dalla cella generi alimentari e sbatteva violentemente il blindo al muro. Nulli sono stati i diversi tentativi di riportare la calma. Al momento in cui il collega ha cercato di chiudere il blindo è stato colpito dal detenuto con il manico della scopa.

Prontamente porta al nosocomio cittadino gli è stato diagnosticato trama contusivo alla mano destra con prognosi di 5 giorni. Parliamo di un detenuto che non è nuovo ad episodi di violenza ai danni del personale di polizia. Nonostante le innumerevoli intemperanze il detenuto permane presso la struttura fiorentina continuando a mettere a repentaglio l’incolumità del personale.



Cosa altro è necessario che accada per far si che il predetto venga allocato in altre strutture più consone a custodirlo? È la domanda che il personale di polizia continuamente pone a vertici regionali e nazionali di questa Amministrazione”.
Anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, esprime “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Sollicciano, che ancora una volta ha risolto in maniera professionale ed impeccabile un grave evento critico come il tentato suicidio di un detenuto” ma giudica la condotta del detenuto che ha provocato l’aggressione ed il ferimento del poliziotto “irresponsabile e gravissima”. 

E denuncia: “quel che è accaduto a Sollicciano ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Da tempo il SAPPE denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale – visto che le nuove assunzioni non compensano il personale che va in pensione e che è dispensato dal servizio per infermità -, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento.

La realtà è che sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali.”

Roma, 18 maggio 2020
Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE 


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