DOCUMENTO PROGRAMMATICO PLURIENNALE DELLA DIFESA PER IL TRIENNIO 2022-2024

FUNZIONE DIFESA PERSONALE

I mutamenti continui verificatisi in campo internazionale, le scelte indicate dall’Autorità politica relativamente alla fattiva partecipazione alle attività delle principali Organizzazioni e consessi internazionali (ONU, NATO, UE e OSCE) unitamente alla altalenante situazione economica, hanno determinato una vera e propria trasformazione dello Strumento militare nazionale.

Negli ultimi venti anni, infatti, si sono susseguiti una serie di veicoli normativi che, intervenendo in modo riduttivo sulle dotazioni organiche, hanno avviato il passaggio da un modello di Forze Armate basato sulla coscrizione obbligatoria, di circa 300.000 unità complessive (inizio anni 2000), al modello a 190.000 (Decreto legislativo n. 215/2001), successivamente ridotti a 150.000 unità da conseguire entro il 2024 (Legge n. 135/2012 e Legge n. 244/2012).

Il progressivo décalage degli organici, teso al raggiungimento del traguardo previsto per il 2024, si realizza, di fatto, con provvedimenti di contenimento della spesa pubblica nel settore del personale, che incidono in maniera significativa sulle consistenze della componente militare, ovvero con riduzione dei reclutamenti. Tale processo, con particolare riferimento ai prossimi anni, fa sì che le consistenze in AA.P. (anni/persona) scendano da 167.057 unità del 2021, a 166.500 unità nel 2022 con valori programmatici pari a 166.197 e 165.327 unità, rispettivamente per gli anni 2023 e 2024.

Tale graduale riduzione è conseguente:

‒ ai limiti imposti dai tagli finanziari apportati al processo di professionalizzazione delle Forze Armate (cd. “Modello Professionale”), ammontanti a circa 487 M€ all’anno, a decorrere dal 2017, come riepilogati nella successiva Tabella.

‒ al processo di riduzione delle consistenze del personale sotto il volume organico complessivo di 170.000 unità, fissato al 2016 dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 gennaio 2013, in relazione alle previsioni dell’articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012; ‒ all’attuazione delle misure derivanti dalla Legge n. 244/2012 e del successivo Decreto Legislativo n. 8/2014, relativo alla rimodulazione in senso riduttivo del personale militare delle Forze Armate a 150.000 unità, entro il 2024, o diverso termine in relazione a quanto definito dall’articolo 5, comma 2, della stessa L. n. 244/2012;

‒ ad un’ulteriore riduzione apportata dall’articolo 11 del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, che ha determinato risparmi pari a 145 milioni di euro (corrispondenti ad una riduzione delle consistenze di personale militare non inferiore a 1.498 unità) destinati, nel limite del 50%, alla copertura delle spese relative al personale derivanti dal medesimo provvedimento, e, per il rimanente 50%, iscritti su appositi fondi da ripartire annualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro della difesa.

Va sottolineato che, al volume organico complessivo, devono essere aggiunte le unità di personale in “soprannumero” per previsione normativa (pari a circa 4.500 unità all’anno, riferite prevalentemente al personale in formazione basica iniziale, a quello impiegato presso altre amministrazioni, ai cappellani militari e al personale in Aspettativa per Riduzione Quadri, non rientranti nelle dotazioni organiche). In Allegato E, sono riportati, per ciascun comparto, appositi prospetti finalizzati ad indicare l’evoluzione numerica del personale militare nel triennio 2022- 2024 e il raffronto con l’anno 2021.

 

Le variazioni intervenute tra i volumi programmati per l’anno 2022 e quelli riferiti all’anno 2021, per ciascuna categoria, sono evidenziate nella tabella in Fig. 10. Nello specifico, rispetto all’anno precedente si rileva una riduzione complessiva pari a 557 unità. In particolare, per la categoria degli Ufficiali, anche a fronte dell’incremento del personale a tempo determinato (risultante dai reclutamenti eccezionali di personale sanitario a ferma annuale, avvenute a seguito dell’emergenza COVID-19), si denota un trend discendente in ragione delle fuoriuscite avvenute prevalentemente per ragioni anagrafiche. Il ruolo Marescialli evidenzia una significativa riduzione (sebbene anche in questo caso si sia proceduto a reclutamenti eccezionali per la succitata esigenza emergenziale), mentre si rileva un incremento per il ruolo Sergenti. Tale ultimo andamento risulta sostanzialmente dipendente dalle più numerose immissioni di personale proveniente dal ruolo dei Volontari in Servizio Permanente e, contestualmente, dall’assenza di significative fuoriuscite per limiti di età.

L’incremento dei Volontari in Servizio Permanente è invece determinato dal processo di stabilizzazione del personale in Ferma Prefissata, derivante dal progressivo passaggio dalla coscrizione obbligatoria al modello professionale, mentre la riduzione dei VFP è riconducibile alle misure di contenimento dell’emergenza pandemica, che ha portato ad un ridimensionamento dei reclutamenti, prevalentemente per i Volontari in ferma annuale, in relazione al mantenimento delle previste misure di distanziamento e prevenzione da COVID-19. In ultima istanza, si rileva l’incremento degli allievi, determinato dalle maggiori immissioni degli allievi marescialli ed orientato a mitigare il repentino calo delle consistenze dovuto alle fuoriuscite per limiti di età, previsto a partire dal 2024 per tale ruolo.

Per completezza di informazione, si riportano le evoluzioni degli organici nel tempo individuati nel processo di revisione del settore.

In tale contesto va inoltre considerato il nuovo “Modello Professionale” basato sui seguenti principi:

‒ reclutare giovani donne e uomini nel numero necessario e di elevata qualità, offrendo una retribuzione adeguata, incentivi motivazionali, una proposta lavorativa attraente e dinamica così come un credibile sistema di reinserimento nel mondo del lavoro, assicurando loro una piena parità di opportunità di lavoro e di carriera;

‒ valorizzare le professionalità e le esperienze maturate nei periodi di impiego operativo; ‒ mantenere una significativa percentuale di personale giovane all’interno delle Forze Armate, nell’ottica di assicurare la necessaria efficienza della componente operativa, che permane il core business dell’intera struttura;

‒ conferire effettività ed efficacia alle norme relative al reinserimento nel mondo del lavoro del personale che presterà servizio per un numero limitato di anni;

‒ adoperarsi per mantenere, se non innalzare, le attuali percentuali di riserve di posti per l’accesso nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia a ordinamento civile e militare a favore dei volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale ovvero in rafferma annuale, in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi ordinamenti per l’accesso alle predette carriere, anche solo dopo il primo anno di servizio, al fine di motivare i giovani ad affrontare un periodo di servizio nelle Forze Armate, a premessa dell’arruolamento nelle Forze di Polizia;

‒ prevedere che il personale militare, non idoneo al servizio militare incondizionato, che transita nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa, non sia computato nei volumi organici di legge, per evitare che sia intaccata l’operatività dello Strumento militare e che ne possa derivare l’impossibilità di reclutare personale idoneo in sostituzione di quello transitato.

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