L’INPS prosegue nel percorso di digitalizzazione dei propri servizi, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), introducendo a regime il progetto “Gestione Integrata Indebiti”. Si tratta di un’iniziativa pensata per rendere più semplice, trasparente ed efficiente la gestione delle somme percepite indebitamente dai cittadini, migliorando sia l’accesso alle informazioni sia le modalità di restituzione.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Dopo una prima fase di avvio, che aveva già messo a disposizione degli utenti il servizio “Recupero indebiti” per consultare la propria posizione debitoria, l’Istituto, compie ora un passo ulteriore: la possibilità di richiedere direttamente online la rateizzazione del debito viene estesa a tutte le tipologie di indebito. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, non sarà più necessario recarsi fisicamente presso le sedi territoriali, con un evidente vantaggio in termini di tempo e semplificazione burocratica.
Il servizio è accessibile dal sito ufficiale dell’INPS, effettuando l’accesso tramite identità digitale (SPID di livello almeno 2, Carta d’Identità Elettronica, CNS o eIDAS). Una volta entrati, gli utenti possono non solo visualizzare l’importo dovuto, ma anche simulare diverse soluzioni di pagamento e procedere direttamente con la richiesta di rateizzazione.
Uno degli aspetti più rilevanti di questa innovazione riguarda proprio la gestione flessibile del debito. Il sistema consente infatti di costruire un piano di rientro personalizzato, tenendo conto della tipologia di indebito e dei limiti previsti dalla normativa. Gli indebiti vengono distinti in tre categorie: quelli “propri”, legati ad esempio a errori di calcolo o a variazioni reddituali; quelli “civili”, determinati da fattori esterni che incidono sul diritto alla prestazione; e quelli “di condotta”, che derivano da omissioni o dichiarazioni incomplete da parte del beneficiario.
Questa classificazione è fondamentale perché incide direttamente sulle possibilità di rateizzazione. In particolare, per gli indebiti propri è possibile arrivare fino a un massimo di 72 rate, offrendo quindi un piano di restituzione molto diluito nel tempo e più sostenibile per il cittadino. Per gli indebiti civili il limite scende a 36 rate, mentre per quelli di condotta, considerati più gravi per via della responsabilità diretta del beneficiario, la rateizzazione può arrivare fino a un massimo di 24 rate.
La possibilità di simulare diverse opzioni prima di inoltrare la richiesta rappresenta un ulteriore elemento di trasparenza e consapevolezza: l’utente può valutare l’impatto delle rate sul proprio bilancio e scegliere la soluzione più adatta alle proprie condizioni economiche. In questo modo, il sistema non si limita a recuperare le somme dovute, ma mira anche a rendere il processo più equo e sostenibile.
Nel complesso, la messa a regime di questo servizio segna un passo importante verso una pubblica amministrazione più digitale e vicina ai cittadini, capace di coniugare esigenze di efficienza con maggiore flessibilità nelle modalità di pagamento dei debiti.
Fonte INPS – Messaggio numero 1337 del 21-04-2026