Caporale muore per patologia misteriosa – La famiglia cita in giudizio l’Esercito

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Il 30 gennaio scorso un caporalmaggiore di 28 anni muore di una malattia misteriosa e ora la famiglia chiede giustizia. Il militare, Giovanni Cosca originario di Gela, quando accusò i primi sintomi del male era in forza al 121° reggimento artiglieria c.a. «Ravenna» di stanza nella caserma “G. Cesare” di Rimini.  Secondo i genitori, che hanno citato in giudizio l’esercito, il figlio sarebbe morto per cause di servizio. Arruolato nel 2010, l’anno dopo, mentre era a Firenze, durante il trasferimento di materiali stoccati nella caserma “Predieri”, comando dell’Eurofor,  avrebbe inalato una polvere “misteriosa”. Sarebbe stata quella sostanza, mai identificata, a provocargli dei malesseri quando era stato poi trasferito a Rimini.

I disturbi consistevano in «reazioni cutanee e congiuntivite, dolenzìa muscolare diffusa e dispnea». Da allora per il giovane iniziò un vero e proprio calvario. Nessun medico riuscì a stabilire le cause del male, mentre le sue condizioni continuavano ad aggravarsi.  All’istituto nazionale di ricerca neurologica «Mondino» di Pavia fu formulata la diagnosi di «vasculite del sistema nervoso centrale», cioè un’infiammazione dei vasi sanguigni, ma senza indicarne la causa. Peraltro, all’arciospedale «Santa Maria Nuova» di Reggio Emilia non furono d’accordo con questa ipotesi.  Dopo un arresto respiratorio avvenuto nell’aprile 2016 durante il ricovero in un altro ospedale, l’istituto neurologico «Carlo Besta» di Milano.il caporalmaggiore non riusciva più a camminare, a respirare e a deglutire,

Sottoposto a tracheotomia, la respirazione avveniva solo con gli strumenti e l’alimentazione era effettuata con un sondino, mentre continuava la peregrinazione di ospedale in ospedale:  il centro di riabilitazione «Villa Beretta» di Como, di .nuovo a Milano, ancora a Como e Milano.

Tutto a spese della famiglia – il padre Franco Cosca è un impiegato comunale – anche se il militare aveva chiesto il riconoscimento della causa di servizio e l’equo indennizzo fin dal 2015. La risposta è arrivata però solo tre mesi fa, quando l’esercito ha comunicato che avrebbe preso in esame la richiesta. Da allora, più nulla, mentre il militare avendo terminata la “ferma” di 4 anni anni non aveva più neppure lo stipendio.

L’epilogo è avvenuto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Gela. Ricoverato il 17 dicembre scorso, Giovanni Cosca è morto il 30 gennaio.

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