DAL RECORD DI RECUPERO DA EVASIONE FISCALE E, SOPRATTUTTO, DAL MAGGIORE GETTITO DEI VERSAMENTI SPONTANEI UNO SPIRAGLIO PER IL TAGLIO DELLE TASSE AL CETO MEDIO
24 febbraio 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo
Nel 2024, secondo l’Agenzia delle Entrate, è stato messo a segno il recupero da evasione fiscale più alto di sempre, infatti sono stati incassati 26,3 miliardi, di cui 3,5 derivanti da misure straordinarie come la rottamazione delle cartelle, i pagamenti residui derivanti dalla definizione delle liti pendenti e la vecchia pace fiscale. La slide a seguire, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, mostra le somme recuperate da evasione fiscale negli anni, distinte per ordinaria attività di controllo e per misure straordinarie cd. condoni.
Il recupero dell’evasione fiscale (dati Agenzia delle Entrate)
Se c’è un leitmotiv a cui la politica italiana ci ha tristemente abituato è quello del condono che ha attraversato tutti i governi, nessuno escluso. Solo negli ultimi 10 anni i condoni fiscali sono stati undici, 2 del governo Renzi, 1 del governo Gentiloni, 3 del governo Conte, 1 del governo Draghi e 4 del governo Meloni.
La buona notizia è che il recupero da evasione fiscale nel 2024, al netto dei condoni, è maggiore del 36% rispetto al 2019, l’anno prima del Covid e, sempre nello scorso anno, i versamenti spontanei dei contribuenti relativi ai principali tributi hanno superato il dato dello scorso anno di 43 miliardi e, soprattutto, sono 160 miliardi in più di quelli versati nel 2019.
Inoltre, il direttore dell’Agenzia Carbone ha fatto una precisazione di non poco conto, cioè ha dichiarato che i 43 miliardi sono “strutturali”, fenomeno che potrebbe agevolare il percorso verso una riduzione del prelievo fiscale.
Il prossimo passo della riforma fiscale, più volte indicato come una priorità del governo, potrebbe essere il taglio dell’Irpef per la classe media attraverso la riduzione della seconda aliquota dal 35 al 33% per i redditi fino a 60 mila euro.
Tuttavia, le forze politiche della maggioranza hanno opinioni diverse in merito alle misure da adottare per venire incontro a tale fascia di contribuenti. La Lega propende per un’ulteriore rottamazione delle cartelle che, secondo la stessa, libererebbe dall’angoscia oltre 23 milioni di italiani, significando che il ceto medio si aiuta proprio con la rottamazione e non con altre misure ipotizzate che, invece, nel concreto garantirebbero una mancetta di 37 euro al mese, tra l’alto, solo per 1,7 milioni di italiani.
Le altre forze politiche della maggioranza, invece, sono orientate per una riduzione delle tasse per la classe media, in particolare Forza Italia che sul proprio sito web ha, inoltre, precisato che la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33%, per i redditi da 28 mila a 60 mila euro, non sarebbe una mancetta, in quanto produrrebbe un risparmio fiscale fino 1.440 euro annui netti.
È evidente che ci sono valutazioni diverse del come ridistribuire queste maggiori entrate, ma, purtroppo, anche stime differenti sull’entità del risparmio che comporterebbe la riduzione della seconda aliquota Irpef fino a 60 mila euro. Pertanto, è stata predisposta la seguente tabella che fa chiarezza e indica esattamente l’economia per lavoratori e pensionati nelle varie fasce di reddito che smentisce chi definisce il risparmio una mancetta.

(*)pensione lorda per i pensionati e reddito imponibile per i lavoratori dipendenti da non confondere con la retribuzione lorda
Una precisazione, la colonna verde indica il risparmio medio mensile e non quello mensile, in quanto l’economia complessiva si spalma in parte sulla singola mensilità e in parte sulla 13^. Lo specchio a seguire semplifica la comprensione di tale meccanismo.