ANCONA, VIOLENTO PESTAGGIO TRA DETENUTI NEL CARCERE DI MONTACUTO. ALTRI SI LESIONANO IL CORPO E TENTANO IL SUICIDIO

Alta tensione nel carcere Montacuto di Ancona. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del Segretario Regionale delle Marche Nicandro Silvestri che spiega:

Attimi di terrore oggi nell’Istituto anconetano Montacuto. Verso le ore 13 circa è iniziato una rissa tra due detenuti, uno marocchino e l’altro algerino, iniziata sulle scale. Subito dopo, un albanese dalla sezione preventiva al covid 19 non contento di aver distrutto la cella il giorno prima ha tentato l’impiccagione.

A seguire, c’è stato un detenuto da Ospedale Psichiatrico Giudiziario, italiano, che dopo aver distrutto la cella per la quinta volta si è auto lesionato il corpo. Nella stessa Sezione si sono autolesionati un napoletano (circuito Alta Sicurezza) e un italiano (circuito Protetti) che dopo ha tentato l’impiccagione. Per finire vi è stato un altro italiano con varie patologie che ha accusato un malore.

Grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria che ha gestito La situazione con quattro ambulanze del 118 tutti al nosocomio per le cure del caso Il tutto verso le ore 18.00 è rientrato nell’apparente normalità, con il bilancio di un ricovero dell’albanese in rianimazione
”.

Per Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, “servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto.

I numeri degli eventi critici accaduti nelle carceri italiane nel primo semestre del 2021 sono allucinanti: 5.290 atti di autolesionismo, 44 decessi per cause naturali, 6 suicidi e 738 sventati dalla Polizia Penitenziaria, 3.823 colluttazioni, 503 ferimenti.

In pratica, ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarrele carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.

Importante è evidenziare, infine, che la quotidianità professionale del Corpo di Polizia Penitenziaria non si contraddistingue affatto per violenza ma per essere invece professionisti della sicurezza che sanno conciliare le attività di polizia con quelle di trattamento rieducativo”.

Il SAPPE evidenzia infine che, nello stesso arco di tempo, “nelle carceri delle Marche si sono contati 88 atti di autolesionismo, 10 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 2 decessi per cause naturali, 63 colluttazioni e 6 ferimenticifre comunque contenute grazie alla professionalità, all’abnegazione ed al senso del dovere della Polizia Penitenziaria, che ha comunque bisogno di uomini e nuovi strumenti operativi per fronteggiare l’emergenza in atto”.

Roma, 21 settembre 2021
Con cortese preghiera di diffusione e pubblicazione

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

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