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In seguito al confronto del 16 aprile tra Governo e rappresentanze militari , i sindacati USAMi Aeronautica ITAMIL Esercito e SILMM Marina insieme alle altre sigle denunciano l’assenza di qualsiasi apertura concreta sul rinnovo contrattuale. Le risorse non aumentano – sostengono –  anzi si affaccia l’ipotesi di una riduzione rispetto all’anno scorso.

Da quanto si apprende dal comunicato stampa congiunto la linea dell’esecutivo resta rigida e viene percepita come una mortificazione per il personale in uniforme. Non viene riconosciuta la specificità del comparto Difesa né il peso operativo dei militari impegnati anche all’estero in contesti complessi e rischiosi.NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

Sul tavolo restano irrisolti nodi ormai strutturali. Condizioni di impiego sempre più critiche. Uscita continua di personale. Arruolamenti meno attrattivi. Volontari in Ferma Iniziale senza prospettive adeguate. Previdenza complementare assente con ricadute pesanti sul futuro economico dei militari.

A fronte di queste criticità – continuano i sindacati – il Governo non mette nuove risorse e accompagna il negoziato con modalità pressanti. Da quanto scrivono i sindacalisti l’obiettivo percepito è chiudere un accordo al ribasso.

La risposta delle organizzazioni è netta. Nessuna disponibilità a firmare intese considerate indecenti, ma risorse vere rispetto e riconoscimento concreto del ruolo delle Forze Armate. Se il quadro non cambia si apre una nuova fase. I sindacati valutano il coinvolgimento diretto del personale con iniziative pubbliche. 

COMUNICATO STAMPA

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