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Nuovo sviluppo giudiziario per un Caporal Maggiore dell’Esercito, già coinvolto nelle indagini sugli episodi di violenza legati allo spaccio tra Calcio e Cividate al Piano.

Secondo quanto riportato da L’Eco di Bergamo, dopo essere stato assolto in via definitiva lo scorso settembre dall’accusa di tentato omicidio — per insufficienza di prove — il militare è ora imputato in un nuovo procedimento per presunto spaccio di cocaina e per la detenzione e ricettazione di un fucile rubato. Con lui risulta indagato anche un collega, accusato di favoreggiamento.  NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

Il contesto

L’inchiesta si inserisce nella scia degli episodi violenti avvenuti tra febbraio e marzo 2024 nelle aree dello spaccio tra Calcio e Cividate al Piano, dove si erano verificati scontri armati con diversi feriti. Un quadro che aveva portato gli investigatori a ipotizzare dinamiche riconducibili a conflitti tra gruppi rivali.

In quel contesto, il militare era stato coinvolto anche in un’indagine per il ferimento di un giovane nel marzo 2024, episodio per il quale è stato successivamente assolto.

Il nuovo procedimento

La prima udienza si è svolta nei giorni scorsi ed è stata dedicata a questioni tecniche, tra cui la nomina di un perito incaricato di trascrivere le intercettazioni. Gli imputati non erano presenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo sarebbe stato controllato mentre si trovava a bordo di un’auto non sua, con un fucile semiautomatico detenuto illegalmente. I carabinieri, che lo stavano monitorando, avrebbero documentato lo spostamento dell’arma su un secondo veicolo nel tardo pomeriggio a Cividate al Piano.

L’arma, completa di caricatore, è stata sequestrata e risultava oggetto di un furto denunciato alcuni anni prima. Per il collega, invece, l’accusa di favoreggiamento deriverebbe da dichiarazioni considerate non corrispondenti agli elementi raccolti durante le indagini.

Le accuse di spaccio

Parallelamente, il Caporal Maggiore. è accusato di aver ceduto cocaina in più occasioni nell’arco di circa un anno a una persona già identificata. Secondo gli investigatori, alcune conversazioni intercettate farebbero riferimento a incontri organizzati con modalità apparentemente ordinarie, ma ritenute funzionali allo scambio di sostanze stupefacenti.

All’epoca dei fatti, il militare non era rientrato in servizio dopo un periodo di detenzione legato al precedente procedimento, poi conclusosi con l’assoluzione.

I prossimi sviluppi

Il processo è ancora nelle fasi iniziali e proseguirà con l’analisi del materiale investigativo, in particolare delle intercettazioni, considerate uno degli elementi centrali dell’impianto accusatorio.

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