BRUXELLES / L’AIA – Nel mondo della difesa globale, l’F-35 Lightning II non è solo un caccia stealth: è un “computer volante“. Ma è proprio questo cuore digitale, blindato da segreti industriali americani, ad aver scatenato una rivolta diplomatica senza precedenti tra i partner europei e il Pentagono.
In prima fila in questa battaglia tecnologica c’è l’Olanda, guidata da una posizione ferma del suo Ministro della Difesa, che insieme a diversi omologhi europei sta spingendo per ottenere quello che, in gergo tecnico, viene descritto come un “hacking autorizzato”: l’accesso ai codici sorgente del velivolo.NSM è ANCHE SU WHATSAPP
Il Nodo del Contendere: La Sovranità Digitale
Il problema nasce dal sistema ODIN (Operational Data Integrated Network), il software che gestisce ogni aspetto dell’aereo, dalla logistica al puntamento delle armi. Attualmente, ogni dato generato da un F-35 europeo viene inviato ai server centrali negli Stati Uniti per essere elaborato.
“Non possiamo accettare che un partner strategico abbia il controllo totale sui nostri dati operativi,” avrebbe dichiarato una fonte vicina al governo olandese. “Se non abbiamo l’accesso ai codici, non siamo proprietari dei nostri aerei, siamo solo dei licenziatari.”
L’Olanda alla Guida della Rivolta
Il Ministro della Difesa olandese ha sollevato la questione con forza durante gli ultimi summit NATO. L’Olanda, che ospita uno dei centri di manutenzione logistica regionali per l’F-35, teme che la dipendenza totale dal software americano limiti la capacità dell’Europa di rispondere a minacce impreviste o di integrare armamenti di produzione propria (come i missili europei Meteor).
L’obiettivo dei paesi europei — tra cui figurano anche voci critiche da Danimarca e Norvegia — è ottenere il permesso di “bucare” le protezioni del software per:
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Garantire la Privacy dei Dati: Impedire che ogni rotta o missione effettuata in Europa venga tracciata in tempo reale dal Pentagono.
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Autonomia di Combattimento: Essere in grado di aggiornare le librerie delle minacce (i segnali radar dei nemici) senza dover attendere il permesso o i tempi tecnici degli USA.
La Resistenza di Lockheed Martin
Dall’altra parte dell’Oceano, la risposta è un muro di gomma. Per Lockheed Martin e il Pentagono, rivelare i codici sorgente o permettere modifiche al software rappresenterebbe un rischio di sicurezza catastrofico. Se una nazione europea venisse colpita da un attacco informatico, i segreti tecnologici dell’intero programma F-35 (del valore di migliaia di miliardi di dollari) potrebbero finire nelle mani di Russia o Cina.
Verso lo Scontro Finale?
La tensione è alle stelle. Se i ministri europei non otterranno maggiori concessioni sulla sovranità digitale, il rischio è un rallentamento degli ordini futuri a favore di programmi europei come il GCAP (Global Combat Air Programme) o il FCAS, dove il controllo del software rimane saldamente in mani locali.