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Un nuovo intervento normativo estende ulteriormente i termini per le Pubbliche Amministrazioni per mettersi in regola con gli obblighi contributivi pregressi, scongiurando nel frattempo la prescrizione dei crediti e l’applicazione di sanzioni.

Il quadro, definito dalla Circolare n. 70 del 27 marzo 2025, viene aggiornato a seguito del decreto-legge n. 200 del 31 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno. Il provvedimento conferma la linea di continuità con le misure degli anni precedenti, introducendo importanti proroghe.

Scudo alla Prescrizione Esteso al 2026

Il decreto interviene su due fronti principali:

  1. Contributi per Dipendenti Pubblici: L’articolo 1, comma 6, lettera a), del dl 200/2025 estende l’inapplicabilità dei termini di prescrizione fino al 31 dicembre 2026. Inoltre, amplia il periodo di riferimento: non solo i contributi relativi ai periodi retributivi fino al 31 dicembre 2020 (come previsto in precedenza), ma ora anche quelli fino al 31 dicembre 2021. Questo riguarda i contributi per la previdenza e l’assistenza sociale obbligatoria dovuti alla Gestione dipendenti pubblici, per le pensioni e per i trattamenti di fine servizio/rapporto.

  2. Contributi per la Gestione Separata (Collaboratori): La lettera b) dello stesso comma differisce al 31 dicembre 2026 il termine entro cui le PA devono dichiarare e versare i contributi obbligatori per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (e figure assimilate) instaurati in passato. L’obiettivo è consentire il pieno adempimento degli obblighi relativi ai compensi erogati per tali rapporti.

L’Istituto ricorda che queste proroghe si applicano fermo restando gli effetti di eventuali provvedimenti giudiziari già passati in giudicato.

Stop alle Sanzioni Confermato

Anche il cosiddetto “scudo sanzionatorio” riceve una proroga. L’articolo 1, comma 7, del decreto posticipa al 31 dicembre 2026 (dalla precedente scadenza del 31 dicembre 2025) l’inapplicabilità delle sanzioni civili di cui all’articolo 116, commi 8 e 9, della legge n. 388/2000.

In pratica, le Pubbliche Amministrazioni che regolarizzeranno la propria posizione, anche in modalità rateale, entro il nuovo termine del 31 dicembre 2026, non saranno tenute al pagamento di tali sanzioni. Questa misura vale sia per gli adempimenti relativi ai contributi dei dipendenti (comma 10-bis della legge n. 335/1995) sia per quelli della Gestione Separata (comma 10-ter).

Conclusione

Con il decreto n. 200/2025 il legislatore fornisce alle Amministrazioni un ulteriore lasso di tempo, fino alla fine del 2026, per completare la regolarizzazione dei contributi previdenziali arretrati. La proroga simultanea del blocco della prescrizione e del regime sanzionatorio mira a favorire gli adempimenti, garantendo nel contempo la tutela dei diritti dei lavoratori interessati, siano essi dipendenti o collaboratori.

CIRCOLARE

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