Il 29 agosto 2025 il Dipartimento della Difesa USA ha annunciato una dimostrazione dal vivo nella Carolina del Sud, dove l’AH-64E Apache ha mostrato la capacità di individuare, tracciare e neutralizzare droni ostili.
L’evento, organizzato dal Program Manager Apache insieme ad altre unità dell’Esercito e alla Guardia Nazionale locale, ha confermato il ruolo dell’elicottero come piattaforma anti-UAS versatile.
Durante la prova, gli equipaggi hanno impiegato missili JAGM e Hellfire, razzi guidati Hydra-70 (APKWS) e cannoni da 30 mm con munizioni a spoletta di prossimità, ottenendo risultati efficaci su tutti i bersagli.
La superiorità dell’Apache deriva dalla combinazione di sensori e armamento. Il radar Longbow a 360 gradi e il sistema M-TADS/PNVS permettono di rilevare e ingaggiare droni difficili da tracciare, anche in condizioni avverse, mentre i datalink come Link 16 consentono di condividere in tempo reale le informazioni con altre unità.
Le armi coprono diversi livelli di minaccia: i missili Hellfire e JAGM per obiettivi di grandi dimensioni, i razzi APKWS per droni di medio livello e il cannone da 30 mm per minacce ravvicinate.
Nato negli anni ’80 per missioni anticarro e supporto ravvicinato, l’Apache si sta adattando alla crescente sfida dei droni, emersa nei conflitti in Ucraina, Medio Oriente e Nagorno-Karabakh.
Rispetto ai sistemi di difesa aerea fissi, offre mobilità, rapidità di ingaggio e un miglior rapporto costi-benefici contro piccoli UAS. Diversamente dai caccia, garantisce presenza prolungata sul campo, integrazione con le forze di terra e risposta tempestiva a minacce a bassa quota.
Secondo i vertici dell’Esercito, la sperimentazione dimostra l’evoluzione dell’AH-64E: da semplice elicottero d’attacco a piattaforma anti-UAS flessibile ed economica, capace di rafforzare la protezione delle truppe e mantenere la superiorità nei moderni campi di battaglia.