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Trieste, bandiere jugoslave esposte durante il 1 maggio. Il Comitato 10 Febbraio: “Un gesto ignobile, uno sfregio alla democrazia, ai Martiri delle foibe e agli Esuli dal confine orientale d’Italia.

Chiediamo l’intervento delle Autorità competenti. I Sindacati prendano le distanze e isolino questi jugonostalgici.” A Trieste, durante i festeggiamenti per il 1 maggio, sono state esposte le bandiere jugoslave con al centro la stella rossa di triste memoria.

“Purtroppo ancora oggi c’è chi sventola le bandiere con la stella rossa, simboli di morte e oppressione– dichiara Silvano Olmi, Presidente Nazionale del Comitato 10 Febbraio – un gesto ignobile, quello compiuto a Trieste, che si ripete ossessivamente da anni e deve essere condannato da tutti i veri democratici.

I Sindacati prendano le distanze da queste esibizioni e allontanino chi si traveste da partigiano, esponendo simboli comunisti e magliette inneggianti al dittatore Tito.

Chiediamo l’intervento delle Autorità competenti affinché simili sconcezze non si ripetano più. Quelle bandiere 80 anni fa vennero sventolate dagli invasori slavi e dai loro accoliti italiani quando occuparono Trieste, deportando e infoibando circa 4mila italiani– conclude Olmi – esporle oggi è un attentato alla nostra Nazione e un insulto a chi venne trucidato dai partigiani comunisti o fu costretto con la violenza ad abbandonare la propria terra”.

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