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Aeroporti militari, generali indagati per l’amianto killer

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PADOVA. Amianto killer nell’Aeronautica per tanti, troppi tanti anni.

Bandito nel 1992 dalla produzione industriale dell’Italia – ormai era diffusa la consapevolezza dell’estrema pericolosità del minerale – ma «l’Aeronautica è rimasta a lungo un mondo separato nel quale il rischio amianto era del tutto ignorato, mentre nel Paese rappresentava una situazione di allarme».

E così «in un periodo in cui si moltiplicava la produzione di atti normativi sull’amianto…, si attuavano piani per la bonifica di edifici e impianti industriali…, nell’Aeronautica militare non veniva fornita ai lavoratori esposti nemmeno una mascherina antipolvere».

Amara la conclusione della consulenza tecnica scritta da un pool di esperti su incarico della procura di Padova (i medici Arthur Alexanian, Fulvio D’Orsi e Bruno Murer). Anzi tragica.

È al traguardo finale l’inchiesta penale che disegna un quadro di negligenze e omissioni a carico dei massimi vertici del Corpo militare, tra il 1988 e il 2004, nella 2ª Regione aerea comprendente Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto.

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