Washington come laboratorio di una nuova “Strade Sicure” americana: migliaia di uomini della Guardia Nazionale pattugliano la capitale, ma secondo un’inchiesta Reuters intervengono raramente nei reati e soprattutto nei quartieri dove la criminalità violenta è più diffusa. Il loro impiego costa milioni di dollari e il loro effetto sulla sicurezza resta controverso.
C’è una scena che più di altre riassume il paradosso dell’operazione voluta da Donald Trump a Washington. È notte fonda. Davanti a una discoteca, un uomo sta aggredendo una giovane donna distesa sul marciapiede. Arrivano tre agenti di polizia, intervengono e arrestano l’aggressore.
Poco distante, però, si trovano circa 15 militari della Guardia Nazionale impegnati in un pattugliamento di routine. Secondo il rapporto dell’agente che ha documentato l’intervento, i soldati non hanno fatto nulla.
L’episodio è stato ricostruito da Reuters nell’ambito di un’ampia inchiesta sull’impiego della Guardia Nazionale nella capitale statunitense. E il quadro che emerge mette seriamente in discussione uno degli elementi più spettacolari della strategia di Donald Trump contro la criminalità: la presenza massiccia di militari armati nelle strade.
Quasi 4.500 soldati contro 3.200 poliziotti
Dall’agosto dello scorso anno Trump ha progressivamente rafforzato la presenza della Guardia Nazionale a Washington, trasformando la capitale federale in una sorta di laboratorio per l’impiego dei militari nella sicurezza urbana. Oggi sono circa 4.500 i soldati schierati nella città, un numero superiore ai circa 3.200 agenti del dipartimento di polizia locale.
Le immagini sono potenti: militari in uniforme mimetica, giubbotti antiproiettile e pattuglie davanti ai monumenti, nelle stazioni della metropolitana, nelle zone turistiche e nei pressi dello stadio di baseball. Ma, secondo Reuters, c’è una differenza sostanziale tra l’immagine trasmessa dalla presenza militare e ciò che i soldati fanno concretamente.
Intervengono raramente nei reati più seri.
L’agenzia ha esaminato tutti gli atti d’accusa pubblicamente disponibili presso la Superior Court del Distretto di Columbia e ha individuato 217 procedimenti penali nei quali la Guardia Nazionale viene menzionata. Si tratta tuttavia di appena l’1,3% circa dei procedimenti penali esaminati dal tribunale, e in numerosi casi i militari non compaiono come autori degli arresti, ma come vittime di aggressioni o minacce.
Una presenza che costa più della polizia
Il problema non riguarda soltanto l’efficacia, riguarda anche il costo.Secondo i dati comunicati dall’amministrazione Trump al Congresso, il dispiegamento della Guardia Nazionale a Washington costava circa 1,65 milioni di dollari al giorno, prima che il numero dei militari venisse ulteriormente aumentato. Il bilancio quotidiano della polizia della capitale si aggira invece intorno a 1,5 milioni di dollari.
L’amministrazione ha inoltre comunicato l’intenzione di mantenere il dispositivo almeno fino alla fine della presidenza Trump, nel 2029, per un costo complessivo stimato in 1,4 miliardi di dollari. Il confronto è inevitabile: migliaia di militari vengono impiegati per pattugliare le strade, ma il loro contributo diretto alla repressione della criminalità appare limitato.
Dalla lotta al crimine alle due fette di pizza
Gli episodi ricostruiti da Reuters sono particolarmente significativi. In un caso, alcuni soldati hanno inseguito un uomo che aveva preso due fette di pizza, offrendo due dollari come pagamento parziale.In un altro hanno fermato una persona accusata di aver lanciato una pietra contro un autobus. Ad aprile, i militari hanno arrestato un uomo accusato di aver rubato due confezioni di carne secca del valore complessivo di circa sette dollari da una farmacia. In un episodio ancora più recente, sei soldati hanno fermato una donna che aveva bevuto una bottiglia di bibita analcolica senza pagarla.
Sono interventi che dimostrano che i militari possono effettivamente intervenire sul territorio. Ma pongono una domanda: è questo il modo più efficiente di utilizzare migliaia di uomini della Guardia Nazionale per combattere la criminalità?
Il problema dei poteri limitati
La risposta non è semplice, perché i militari non sono poliziotti.Il Dipartimento della Difesa ha definito il loro compito come “presence patrols”, pattugliamenti destinati soprattutto a garantire una presenza visibile e a svolgere una funzione deterrente. I militari possono fermare persone sospettate di aver commesso un reato, ma devono poi coinvolgere le forze di polizia per procedere formalmente all’arresto.
Ed è proprio qui che emerge una delle contraddizioni dell’intero dispositivo. Un militare armato può trovarsi fisicamente sul posto quando avviene un reato, ma non necessariamente possiede gli stessi strumenti operativi e giuridici di un agente di polizia. Reuters ha individuato 35 casi nei quali i militari risultavano semplicemente testimoni di reati, aspettando in alcuni casi l’arrivo della polizia. Hanno segnalato episodi di spaccio, atti osceni, minzioni in pubblico e persino due persone che scrivevano con il gesso su un monumento, una delle quali indossava un costume da banana.
La scena può apparire quasi surreale: migliaia di militari vengono inviati nella capitale per aumentare la sicurezza, ma in diversi casi il loro ruolo consiste sostanzialmente nell’osservare e chiamare la polizia.
Dove sono i soldati quando la criminalità è più grave?
È probabilmente questo il punto più delicato dell’inchiesta. Reuters ha confrontato i luoghi degli interventi della Guardia Nazionale con i dati sulla criminalità e le caratteristiche socioeconomiche dei diversi quartieri di Washington. Il risultato è significativo: i militari risultano maggiormente presenti nelle zone più ricche, più bianche e meno pericolose della capitale, soprattutto nelle aree centrali e intorno alle stazioni della metropolitana.
Secondo l’analisi dell’agenzia, nei documenti giudiziari non emerge invece una presenza della Guardia Nazionale nei quartieri nei quali si è verificato circa l’82% degli 859 omicidi registrati a Washington negli ultimi cinque anni. È una conclusione che ridimensiona fortemente l’immagine della Guardia Nazionale come forza schierata per affrontare la criminalità violenta nelle zone più problematiche.
Il coordinatore di un’organizzazione che opera in una delle aree a basso reddito della città ha sintetizzato la situazione con una frase particolarmente eloquente: “Non li ho visti per tutto l’anno.”
Quando i militari diventano loro stessi vittime
L’impiego della Guardia Nazionale non è però privo di rischi per gli stessi soldati. Reuters ha individuato 62 casi nei quali persone sono state accusate di aver spinto, picchiato o minacciato militari, mentre in nove episodi qualcuno avrebbe sputato contro di loro. In un caso un uomo avrebbe tentato di impossessarsi della pistola di un soldato durante un arresto. In un altro, una persona avrebbe minacciato un gruppo di militari parlando di sparare loro con un bazooka. E il rischio non è soltanto teorico. L’anno scorso due soldati della Guardia Nazionale della Virginia Occidentale sono stati colpiti da colpi d’arma da fuoco a pochi passi dalla Casa Bianca e uno dei due non è sopravvissuto alle ferite.
Il paradosso è evidente: militari inviati per proteggere i cittadini finiscono a loro volta per diventare obiettivi della criminalità urbana.
Il caso del ragazzo accoltellato
Tra gli episodi più controversi raccontati da Reuters c’è quello di Keon Jones, accoltellato mortalmente ad aprile in una zona del lungomare di Washington. I militari trovarono l’uomo privo di sensi dopo una rissa e chiamarono i soccorsi. In seguito dissero alla polizia di aver pensato che fosse semplicemente ubriaco. Solo dopo l’arrivo degli agenti si resero conto della gravità delle ferite. Jones morì in ospedale circa due ore dopo. La zia della vittima, Evelyn Jones, ha posto una domanda che va oltre il singolo episodio:
“Avrebbero potuto fare di più per aiutarlo?”
È una domanda difficile da liquidare come semplice polemica politica, perché tocca direttamente il problema dell’addestramento e delle competenze necessarie per svolgere attività di sicurezza urbana.
La “Strade Sicure” americana
Il modello scelto da Trump presenta alcune analogie con programmi già sperimentati in altri Paesi. In Italia, per esempio, l’operazione “Strade Sicure” prevede da anni l’impiego delle Forze armate in concorso con le forze di polizia per la vigilanza di obiettivi sensibili e il controllo del territorio. Ma esiste una differenza fondamentale. L’impiego dei militari non trasforma automaticamente i soldati in poliziotti. Ed è proprio questo il nodo che l’esperienza di Washington sembra mettere in evidenza.
Mettere più uniformi militari nelle strade non significa necessariamente avere più capacità investigativa, più capacità di intervento o più capacità di contrastare la criminalità violenta.
Il rischio è che la presenza militare diventi soprattutto una misura di forte impatto visivo. Una fotografia politica. Una dimostrazione di forza. Ma non necessariamente una soluzione efficace al problema della criminalità.
I numeri sulla criminalità non danno una risposta definitiva
Il quadro, tuttavia, non consente di affermare semplicemente che la presenza della Guardia Nazionale sia stata completamente inutile. A Washington gli omicidi sono diminuiti per il terzo anno consecutivo, ma – osserva Reuters – una diminuzione degli omicidi è stata registrata anche in città americane nelle quali non sono stati inviati contingenti militari o rinforzi federali analoghi. inoltre, tra gennaio e metà agosto, il numero complessivo dei reati violenti denunciati nella capitale — comprendendo aggressioni gravi, rapine, reati sessuali e omicidi — è risultato circa il 4% superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Uno studio pubblicato a maggio dal Niskanen Center ha rilevato una diminuzione dei furti d’auto associata al dispiegamento dei militari, ma nessun effetto sui crimini violenti. La correlazione, dunque, non è sufficiente per stabilire che i militari abbiano causato una diminuzione o un aumento della criminalità. Ma proprio per questo diventa difficile sostenere che il loro impiego abbia prodotto una trasformazione decisiva della sicurezza della capitale.
“Se la Guardia sparisse, il crimine aumenterebbe”
Non tutti condividono questa lettura. Charles Stimson, ricercatore della Heritage Foundation, organizzazione conservatrice vicina alle posizioni dell’amministrazione Trump, sostiene che la semplice visibilità dei soldati abbia un effetto deterrente.
Il suo ragionamento è semplice: quando un automobilista vede un poliziotto, rallenta. Allo stesso modo, vedere militari armati potrebbe scoraggiare un potenziale criminale. Secondo questa interpretazione, quindi, l’efficacia della Guardia Nazionale non dovrebbe essere misurata soltanto contando gli arresti effettuati. Il problema è che l’effetto deterrente è estremamente difficile da quantificare. E soprattutto non spiega perché – secondo l’analisi Reuters – i militari risultino maggiormente presenti proprio nelle zone meno colpite dalla criminalità violenta.
Una domanda che riguarda anche l’Europa
L’inchiesta Reuters solleva così una questione che va ben oltre Washington.
Quanto è utile utilizzare soldati addestrati per operazioni militari come forza di sicurezza urbana permanente?
La risposta dipende dalla missione. Per sorvegliare un obiettivo sensibile, garantire la sicurezza di una grande manifestazione, proteggere infrastrutture strategiche o fornire una presenza deterrente, l’impiego dei militari può avere una logica, ma quando si passa alla criminalità quotidiana — furti, rapine, aggressioni, spaccio, violenza urbana e interventi d’emergenza — entrano in gioco competenze specifiche che appartengono soprattutto alle forze di polizia. L’esperienza di Washington sembra dimostrare proprio questo limite.
Puoi schierare migliaia di soldati. Puoi riempire le strade di uniformi mimetiche. Puoi moltiplicare le pattuglie. Ma se quei soldati non sono nella condizione giuridica, operativa e professionale di intervenire sui reati più gravi, la loro presenza rischia di essere soprattutto scenografica.