SOFIA — L’aeroporto internazionale “Vasil Levski” di Sofia ha registrato nelle ultime 72 ore due sospensioni temporanee dei voli civili , coincidenti con una vistosa concentrazione di aerei militari statunitensi sulla pista e nel piazzale dello scalo.
Malgrado non se ne parli apertamente, questi eventi stanno alimentando una nuova ondata di speculazioni a livello internazionale sulla possibile preparazione di una azione militare statunitense contro l’Iran, nel contesto di crescenti tensioni diplomatiche e militari fra Washington e Teheran.
Chiusure notturne dei voli civili e presenza militare
Nel corso del fine settimana, l’aeroporto ha emesso due NOTAM — avvisi ufficiali agli aviatori — che prevedevano la sospensione delle operazioni non militari il 23 febbraio dalle 01:15 alle 02:50 e il 24 febbraio dalle 01:05 alle 03:35 (orario locale). In entrambe le finestre non sono previsti voli commerciali di routine, ma la misura ha comunque attirato l’attenzione di alcuni media e degli analisti di geopolitica.
Foto pubblicate sui social e verificate da osservatori indipendenti mostrano decine di aerei da rifornimento KC-135 Stratotanker, trasporti militari C-17 e C-130 e grandi Boeing 747 configurati per il trasporto di truppe parcheggiati nelle aree operative dell’aeroporto.
Bulgaria smentisce legami diretti con l’Iran
Il Ministro della Difesa bulgaro, Atanas Zapryanov, ha rilasciato nelle ultime ore una dichiarazione ufficiale con cui nega categoricamente qualsiasi collegamento fra il dispiegamento degli aerei e una possibile operazione militare contro l’Iran. Secondo Zapryanov, si tratta di un esercizio congiunto tra Forze Aeree bulgare e statunitensi, focalizzato su attività logistiche e di rifornimento aereo, parte delle Enhanced Vigilance Activities della NATO.
Il ministro ha inoltre spiegato che la presenza americana — che coinvolgerebbe non più di 15 velivoli e fino a 500 militari — non è finalizzata a un’azione bellica e che Sofia non è stata richiesta di concedere territorio o partecipare a un’eventuale operazione militare contro l’Iran.
Zapryanov ha sottolineato che molti di questi aerei sono parcheggiati sull’aeroporto civile solo perché la vicina base militare di Vrazhdebna non dispone di spazi sufficienti, e che la temporanea chiusura notturna dei voli civili non ha legami con i movimenti militari, ma è dovuta a lavori di manutenzione programmati.
Speculazioni e contesto internazionale
Nonostante queste smentite ufficiali, analisti indipendenti e parte dell’opinione pubblica continuano a interpretare il massiccio movimento di aerei USA come parte di una mobilitazione militare più ampia nell’area euro-mediorientale, parallela a una diplomazia sul nucleare ad altissima tensione tra Stati Uniti e Iran. Negli ultimi giorni, infatti, il presidente statunitense ha ribadito la sua posizione intransigente, con un ultimatum di giorni per raggiungere un accordo sul dossier nucleare iraniano prima di un’escalation potenziale.
Alcuni osservatori sottolineano che movimenti simili di aerei da combattimento e rifornimento avevano preceduto precedenti attività belliche nell’area medio-orientale, alimentando timori di una possibile ripetizione. Tuttavia, fonti ufficiali statunitensi e bulgare insistono sul fatto che non esiste, al momento, alcuna conferma di piani di attacco diretti contro l’Iran.
Reazioni in Bulgaria e nel resto d’Europa
In Bulgaria la presenza americana ha suscitato dibattiti politici: alcuni partiti chiedono trasparenza e audizioni parlamentari sulla natura dell’operazione, mentre la presidenza bulgara, seppur informata, ha criticato la mancanza di comunicazione più ampia da parte del governo di transizione. Alcuni cittadini e analisti dei social media hanno commentato la vicenda con preoccupazione, speculando ulteriormente sul possibile collegamento con future operazioni nel Medio Oriente
foto https://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_KC-135_Stratotanker