Stuprato in caserma alla Cecchignola Parte l’inchiesta, 35 anni dopo

La Procura militare ha avviato le indagini sulle violenze raccontate al Corriere da una ex matricola. Reati ipotizzati: lesioni aggravate e minaccia ad inferiore. La vittima, oggi assessore in un piccolo comune piemontese: «Una bella notizia»

Trentacinque anni dopo, gravi atti di nonnismo e intollerabili abusi consumati in un’importante caserma della capitale finiscono al centro di accertamenti giudiziari. La Procura militare di Roma, su iniziativa del capo, Marco De Paolis, ha aperto un’inchiesta su quanto raccontato da un ex soldato del Genio Trasmissioni, oggi assessore in un piccolo comune del Piemonte.

«Mi libero di un incubo – aveva premesso l’intervistato – non ho mai detto nulla neanche ai miei genitori e a mio fratello». La storia era stata rivelata il 16 luglio dal Corriere, con un articolo dal titolo: «Io, stuprato alla Cecchignola».

La vittima, che è riuscita a elaborare il trauma solo in tempi recenti, dopo una lunga psicoterapia, all’epoca dei fatti aveva 17 anni e si trovava nella Città militare per il corso da Vto (Volontario tecnico operatore). Era la fine di maggio 1982.

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