Strade Sicure: dopo i fatti di Milano non è cambiato nulla. Ancora un attacco ad un militare

Dopo l’aggressione avvenuta fuori dalla stazione centrale di Milano ai danni di un militare di strade sicure, nessuno ha ritenuto necessario implementare le misure di sicurezza volte a tutelare i soldati in campo.

Oggi la scena stava per ripetersi, quando all’ aeroporto di Peretola di Firenze un esagitato ha tentato di disarmare un militare dell’Esercito. Il fautore del gesto è un trentenne capoverdiano. Poco prima era stato avvicinato da un vigilante ed un poliziotto perché era stato visto sfondare una porta, in cerca di cosa non si sa. Messo alle strette ha tentato di strappare via l’arma dalle mani del militare. Fortunatamente è stato bloccato ed arrestato con l’accusa di resistenza a lesioni. Continua



Il personale di Strade Sicure per proteggersi o intervenire in un eventuale attacco, ha in dotazione un giubbotto antiproiettile ( 7 kg. ) , una maschera Cbrn ( in caso di attacco con i gas) ,un kit per individuare i gas ( qualche centinaio di grammi), una radio ( sui 300 grammi) , un elmetto ( quasi mezzo chilo), una pistola Beretta ed infine il rinomato fucile d’assalto AR 70 90 dal peso di  ben 4.7 kg., oltre ad ulteriori accessori secondari, arrivando a trasportare lungo tutto l’arco di un turno di diverse ore un peso di una quindicina di chilogrammi.

Questo personale è sottoposto ad una turnazione molto rigida durante la quale deve rimanere necessariamente in piedi . Tutto l’armamentario che hanno in dotazione può essere utilizzato soltanto in circostanze davvero estreme.

Purtroppo le vicende occorse in questi anni, sono state spesso ignorate dai  TG e sono state riprese solo da alcune testate giornalistiche. Nei vari articoli “di settore” si racconta di militari, uomini e donne,  vittime di insulti ed attacchi di squilibrati, delinquenti, esaltati e talvolta anche da terroristi o presunti tali.

Nell’ episodio di cronaca occorso a Milano,  si è rivelato fondamentale il gesto di un senegalese, che è riuscito a stendere l’ attentatore con un colpo di catena preso da una bici rubata . E’ d’obbligo chiedersi quale sarebbe stato l’esito dell’ attentato senza il suo intervento.

Dopo undici anni dall’inizio dell’operazione Strade Sicure, si sono  registrati molti episodi di violenza contro i militari ,  fortunatamente tutti a lieto fine, ma le circostanze dovrebbero indurre quantomeno il governo ad adottare misure d’intervento più permissive nella difesa personale dei soldati. La dotazione di un taser ad esempio, potrebbe essere una soluzione auspicabile. Continua



L’uniforme in dotazione è troppo ingombrante e non facilita di certo i movimenti dei soldati. Scaricarli da tutto quel peso , oltre che a renderli più agili , probabilmente gioverebbe anche alla loro salute. Purtroppo in redazione ci giungono segnalazioni proprio sull’uso o sul diniego di taluni capi d’abbigliamento. Indossare la giacca a 40 gradi sotto il  sole cocente di agosto , ad esempio,  non è proprio il massimo, se poi aggiungi a corredo il giubbotto antiproiettile, la sauna è garantita.

D’inverno invece potrebbe accadere l’esatto contrario, magari con un superiore intransigente,  che vieta di indossare il giubbotto invernale per una questione di visibilità, ma nel contempo obbligando i soldati a rimanere in piedi e all’aperto, pioggia compresa.

Sputi, insulti, attacchi, tentativi di prendere le loro armi. Ne abbiamo sentite di tutti i colori ed in ogni città: Milano ;  Assisi ; Napoli ;  RomaVicenza;  Roma ;  Napoli ; Roma . Non mancano poi i burloni, quelli che scrosciano applausi ironici sapendo che in questo paese il mancato rispetto per le “istituzioni” spesso non viene neanche perseguito. Applaudire un soldato così come appare nel video che vi proponiamo, è denigrante non tanto per la persona, ma per tutta l’istituzione che rappresenta! Su questo bizzarro individuo saranno stati presi provvedimenti? Probabilmente NO! Guarda il video QUI

Questi militari, per poter partecipare alle missioni sul suolo nazionale  vengono sottoposti ad una profilassi vaccinale. Per presidiare vie, piazze ed aeroporti, bisogna che si facciano inoculare una serie di vaccini. Ci chiediamo se sia davvero necessario l’utilizzo di questi “ trattamenti sanitari” sul suolo nazionale. Stessa sorte ad esempio non tocca a carabinieri e poliziotti, che  svolgono spesso compiti simili ma con maggiori responsabilità e nei medesimi luoghi. D’estate possono indossare le “Mezze Maniche” senza l’obbligo di dover portare una giacca sotto il sole cocente.

Nel corso di questi lunghi undici anni, non sono mancate nemmeno le vicende giudiziarie .
In molti ricorderanno la storia dei militari di strade sicure sottoposti a processo per la foto scattata a tradimento da un passante e pubblicata su fb ( clicca QUI)
Oppure quando alcuni di loro furono sorpresi a bordo del “Lince”. Erano saliti solo pochi minuti ( clicca QUI)
Su episodi di questo genere furono presentate perfino delle interrogazioni parlamentari e, per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi i militari vennero assolti, ma provate solo ad immaginare il carico di stress subito durante questi procedimenti disciplinari! Continua ⇓




Da qualche settimana il  governo ha stanziato poco più di 4 milioni  di euro per garantire almeno il riconoscimento di  una degna retribuzione durante l’espletamento di questa missione. Tra l’altro, oltre ai militari dell’Esercito, risultano impiegati anche un’ ottantina di militari dell’ Aeronautica che probabilmente aumenteranno di  anno in anno.

Secondo il rappresentante del Cocer Esercito Ceravolo, con questo  straordinario , ogni militare impiegato nell’ Operazione percepirebbe circa 50 euro al mese in più e il problema non sarebbe affatto risolto perché secondo il delegato è necessario che il dispositivo Strade sicure “venga adeguato alle capacità delle unità militari, non svilendole con impieghi tipo vigilantes” ma recuperando maggiori risorse per compensare i sacrifici dei soldati.

Dati alla mano – sostiene Ceravolo –  per tutta l’operazione Strade sicure vengono effettuate circa 4,3 milioni di ore di straordinari all’anno, di queste solo un terzo del totale vengono effettivamente retribuite, mentre vi è un disavanzo di  3 milioni di euro di ore non pagate, che probabilmente potrebbero essere recuperate dal personale attraverso i recuperi compensativi, ovvero giorni di licenza, “ma nella maggioranza dei casi ciò non è possibile”.

Dello stesso parere la Vice presidente dell’ Aispis   Alessandra Cortese , che in un comunicato stampa ha esternato le proprie perplessità sullo stanziamento di questi straordinari, perché potrebbe rivelarsi un’ arma a doppio taglio:

I militari impegnati nell’operazione ‘Strade sicure’ svolgono un lavoro importante e delicatissimo. Eppure, nonostante il ministero della Difesa abbiamo messo a disposizione i fondi, il pagamento dei loro stipendi non è adeguato a standard che ne possano garantire la piena efficienza. La retribuzione e il carico di lavoro che ne consegue non può poggiare tutto sugli straordinari. Non si posso costringere i militari ad una sorta di auto-sfruttamento nella speranza di aumentare la loro paga aumentando le ore lavorate. Soprattutto perché parliamo di un settore, quello della Difesa e della Pubblica Sicurezza dove l’allerta e la capacità di reazione ad una eventuale emergenza deve essere immediata. Il che, oltre l’ingiustificabile disagio, comporta per il personale coniugato e con figli a carico, un’esposizione economica non indifferente. Gli stipendi devono aumentare per tutto il comparto Sicurezza e il risparmio per destinare nuove risorse potrebbe partire dallo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già esistenti per attingere nuovo personale anziché bandire nuovi e costosi concorsi. Dobbiamo dare risposte alle esigenze dei nostri uomini e delle nostre donne in divisa, che aspettano da troppo tempo garanzie per una soluzione più dignitosa ai problemi del trattamento economico anche in operazioni di rilievo come ‘Strade sicure’. Così Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine.

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