Sindaco rivela su fb nome e cognome del militare contagiato dal cov19. E’ polemica!

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20190813/snpen@s10@a2019@n35988@tS.clean.pdf

Si è accesa la polemica dopo che il primo cittadino di Cusano Mutri  ha reso noti nome e cognome del militare di Guardia Sanframondi rimasto contagiato dal coronavirus.

 

Il trattamento riservato all’appartenente alle ffaa sembra essere stato l’unico caso di violazione della privacy in Italia sull’infezione da cov19. Il gesto del sindaco non è piaciuto a molti , ma lui si è difeso asserendo che “una violazione della privacy è meno importante della salute pubblica”.

Il messaggio, pubblicato sulla sua bacheca Facebook dal primo cittadino,oltre a citare nome e cognome del soldato, da quanto riporta “il Fatto Quotidiano” , allegava anche un foglio della Asl (come ne sia venuto in possesso rimane un mistero,anche se il sindaco più avanti cercherà di spiegarlo) che oltre ai dati sensibili, conteneva anche una ricostruzione dettagliata degli spostamenti effettuati dal militare e della sua temperatura corporea.



In realtà, il “contagiato” si era scusato con tutti per essersi ammalato. Lo aveva fatto pubblicando un video nel proprio canale youtube ( clicca QUI) , ma rimanendo attento ad oscurare il viso, esprimendo così la propria volontà a rimanere anonimo.

Infatti sono stati in molti a non gradire il post del primo cittadino di  Cusano Mutri, un lettore ad esempio ha scritto: 

 “Sindaco, lei doveva oscurare il nome e cognome, certamente il ragazzo non sapeva di aver contratto il virus”.↓



La risposta del sindaco dopo i commenti sul post

LA SUCCESSIVA RIPOSTA DEL SINDACO CHE TENTA DI PLACARE LE POLEMICHE↓




Carissimi,

credo sia opportuno un doveroso chiarimento relativamente alla nota vicenda del documento pubblicato su questo profilo Facebook.
Voglio partire da un punto fondamentale: il sottoscritto, per indole e costume, non ama nascondersi dietro un dito ed è sempre pronto ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Lo farò anche in questo caso.
Innanzitutto mi preme precisare che non ho assolutamente reso pubblico un documento ricevuto in via riservata dalle autorità sanitarie provinciali nella mia qualità di sindaco; inoltre non ho ricevuto tale documento in via riservata da altre autorità o da altre persone che ne erano a conoscenza. Sono entrato in possesso di questo documento perché – lo stesso – è stato ampiamente diffuso e pubblicato su diversi gruppi “whatsapp”, a loro volta contenenti diverse centinaia di persone. In sostanza, prima che fosse da me pubblicato, tale documento aveva già fatto il giro dell’intera Regione. Contestualmente il documento era stato già ampiamente diffuso sui più popolari social network. Per leggere il post integrale, clicca QUI


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