RIORDINO DELLE CARRIERE: CORREGGETE I CORRETTIVI!

Ulteriori sperequazioni sono state evidenziate per il personale che  riveste la Qualifica Speciale. I correttivi “beffardi” sono  ormai ad un passo dall’ approvazione definitiva. Il prossimo 29  dicembre il governo potrebbe ufficializzare il tutto in Gazzetta Ufficiale.

In questo articolo (clicca QUI) avevamo evidenziato alcune tra le misure altamente sperequative che andranno a colpire in maniera fortemente discriminatoria circa 20mila marescialli in servizio tra Marina , Aeronautica , Esercito, Arma dei Carabinieri ed in parte la Guardia di Finanza, colpevoli di essere rimasti bloccati nel  grado per decenni con i riordini del 1995 e del 2017. Questo personale non godrà di alcun beneficio. Ma non è tutto.

Un’ altra buona fetta del rimanente personale militare probabilmente rimarrà fortemente deluso dal decreto correttivo relativo al riordino delle carriere approvato con il decreto legislativo 94/2017.Gli apicali percepiranno un mero incentivo economico e nulla più, mentre per gli altri non ci sono novità sensazionali, anzi!. ⇓



Da quanto si apprende dal portale Sergenti.it questo lungimirante provvedimento denominato “correttivo” e che quindi avrebbe dovuto correggere eventuali sperequazioni sorte in seno al riordino, in realtà, a conti fatti sarà una ennesima beffa anche per quel personale che  aveva pensato di elevarsi sfruttando l’occasione del concorso interno riservato al personale 958/86. I vincitori di questo concorso straordinario , a causa di questi correttivi,  dovranno restituire i soldi percepiti per via delle decorrenze delle promozioni.

Insomma, un correttivo studiato ad hoc che per l’ennesima volta corroborerà determinate categorie e sancirà una involuzione per tutto il resto, dando luogo a ripercussioni irreversibili sia a livello previdenziale che economico.⇓




Questa ennesima beffa legislativa – si apprende dal portale dei sergenti – che dovrebbe trovare soluzione proprio in un provvedimento correttivo, rischia realisticamente di far perdere soldi al personale delle categorie basse, quelle che paradossalmente, per stessa indicazione della politica avrebbero dovuto essere più tutelate.

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