Quanto influisce la cassa integrazione nella vita di militari e poliziotti? Prospetto riepilogativo

Di Antonio Pistillo

La cassa integrazione, così come l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale che la cassa integrazione in deroga, spettano per legge nella misura dell’80% dello stipendio, ma la legge prevede un massimale che riduce di molto tale percentuale.



Quindi una prima risposta alla domanda “cassa integrazione quanto si prende o quanto si perde?” la risposta sarebbe che si prende circa l’80% e si perde circa il 20%. Ma non è così per moltissimi lavoratori, che se pur estranei per trattamento economico al Comparto Sicurezza e Difesa, sono pur sempre nello stato di famiglia di molti militari e poliziotti, o comunque rientrano tra i parenti di primo grado.

In un’ epoca in cui per vivere degnamente è necessario che nei nuclei familiari sia presente almeno un doppio reddito, per questa tipologia di lavoratori che rischiano la cassa integrazione, potrebbe arrivare una sostanziosa decurtazione del reddito mensile. Di seguito cercheremo di fare chiarezza, poiché si tratta di un calcolo un po’ astruso.

Quando si parla di cassa integrazione a zero ore si intende che l’azienda chiederà per il dipendente la cassa integrazione o l’assegno ordinario o la CIG in deroga per tutte le ore del rapporto di lavoro. Quindi per gli assunti full-time, verranno richieste 40 ore di cassa integrazione, quindi con zero ore lavorate. Idem i part-time, gli apprendisti ecc. In questo specifico caso, abbiamo tutto lo stipendio quantificato secondo il sistema di calcolo della cassa integrazione a norma di legge.

Pertanto, in caso di cassa integrazione a zero ore gli stipendi saranno ridotti e corrisposti secondo l’importo massimo mensile previsto per l’anno 2020 (circolare Inps n. 20/2020), all’ incirca nelle misure evidenziate nello specchio in basso:




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