Poligono dei veleni di Teulada: il 30 settembre decisione importante. Si archivierà tutto?

Il prossimo Mercoledì 30 settembre il Gip del tribunale di Cagliari deciderà se archiviare il faldone sul poligono dei veleni o se andare a processo.

Negli atti inquisitori, compaiono i nomi di cinque alti ufficiali che hanno comandato la Base dal 2008 al 2015. Per loro ci sono stati gli avvisi di garanzia per omicidio colposo, lesioni gravi in concorso e disastro ambientale.

Lo scorso 11 dicembre il pm ha chiesto l’archiviazione, anche se dai documenti emergerebbero “alterazioni irreversibili” di alcune porzioni di poligono.I quattro legali delle vittime, in un comunicato congiunto pubblicato da Sardinia Post, contestano su tutta la linea la scelta del Pm.

In riferimento al disastro ambientale, i legali rilevano che “pur accertando la ricorrenza dell’elemento oggettivo”, il pubblico ministero non ritiene che il reato “sia imputabile agli indagati perché essi avrebbero agito nella legittima convinzione che la normativa in materia ambientale” non andasse applicata nella Penisola Delta, ovvero in quei quattro chilometri di poligono (su 68) alterati in maniera irreversibile, tanto che non si può andare nemmeno a piedi, visto l’elevato il grado di inquinamento. Il che significa il rischio massimo per la salute.

Gli avvocati fanno notare invece che il Testo unico sull’ambiente, cioè il decreto legislativo 152, è del 2006, quindi ben precedente rispetto alle presunte violazioni di legge che per i legali sono state commesse a Teulada.

“L’opposizione alla richiesta di archiviazione è un grido che si spera possa squarciare il silenzio sulla terra di nessuno – concludono gli avvocati – perché diventi terra di tutti”.

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