NSC: GLI IMPREVISTI DI CHI INDOSSA IL “DOPPIO CAPPELLO” DI DELEGATO COBAR E DIRIGENTE SINDACALE.

Giunge notizia (in attesa di conferma), che a un militare delegato del Cobar, sia stato aperto procedimento disciplinare per aver svolto attività sindacale durante il servizio ed in uniforme.

La stessa notizia,  fà il paio con quanto accaduto qualche settimana fa, dove un delegato del Cobar del 3° Rgt. “Lombardia”, nonostante rivestisse la qualità di Segretario Regionale, durante il servizio ed in uniforme, ha partecipato alla stesura e alla riunione ove è stata votata una delibera “antisindacale” contro il Nuovo Sindacato Carabinieri.

Pur sperando, che anche al collega del 3° Rgt. “Lombardia” non sia stato riservato medesimo trattamento disciplinare, questi fatti la dicono tutta sul bisogno dell’entrata in vigore, ormai prossima all’approvazione, della legge che regolamenterà le relazioni sindacali e che sopprimerà, fortunatamente ed una volta per tutte, l’obsoleta ed inutile rappresentanza militare.

Questo Sindacato, poiché tra le sue regole ha messo quella di non voler dare nessuna carica sindacale a chi fa parte della Rappresentanza Militare è invece ben conscio dei propri diritti e doveri in materia, a differenza invece di altri che evidentemente sovrapppongono le due funzioni creando una commistione di interessi inopportuna e pericolosa per sé stessi.

Tant’è, che il Consiglio di Stato con il noto parere n. 2756 del reso nell’adunanza del 14 novembre 2018,  aveva valutato congrua e ragionevole l’esclusione di un “duplice ruolo” negli organi di rappresentanza e in quelli direttivi delle Associazioni Sindacali.

Questa Organizzazione Sindacale, qualora il militare coinvolto abbia bisogno di essere difeso disciplinarmente, e cambiare associazione sindacale, mette a disposizione il proprio collaudato Pool di esperti di tutela disciplinare.

SINDACATO NSC


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