Morte maresciallo Licia Gioia. La super perizia non convince il pm

Prosegue il processo  sulla morte del maresciallo dei carabinieri Licia Gioia. I due esperti convocati dal giudice non hanno convinto  il pm.

Si è reso necessario in confronto tra i periti nominati da accusa e difesa , su decisione del giudice Salvatore Palmeri , avvenuta al termine dell’udienza di ieri mattina che ha visto protagonisti il perito balistico Felice Nunziata ed il medico legale Cataldo Raffino.



Entrambi sono stati interrogati prima dal pm Gaetano Bono ed in seguito dalla controparte, che rappresentava il marito della vittima, il poliziotto F.F., unico imputato del processo.

Entrambi gli esperti hanno ribadito che con estrema probabilità la donna si è suicidata con l’arma di ordinanza,  malgrado la posizione in cui è stato rinvenuto il cadavere diverga rispetto alla dinamica prospettata.

Le due super perizie però non hanno pienamente convinto il pm Bono, così come la parte civile . Per entrambi ciò che non convince affatto è la posizione nella quale fu trovato il maresciallo dei carabinieri , ovvero distesa sul letto matrimoniale della villetta di contrada Isola. ↓



Il giudice, considerati i fatti, ha optato per fissare una nuova udienza per il prossimo 26 novembre. Nell’occasione verranno convocati, oltre ai due consulenti super partes, anche tutti gli altri periti che hanno avuto modo di esaminare la vicenda per un contradditorio.

Il processo  quindi vede da una parte chi propende favorevolmente all’ipotesi del suicidio, ed un’ altra che invece propende per l’omicidio.





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