Lettera di un militare: aiutiamo chi è in difficoltà

Abbiamo ricevuto in redazione la lettera di un militare, un Ispettore della G.d.F., uno dei tanti che ci contatta per i motivi più disparati, ma questa volta la richiesta non è per delucidazioni sul proprio avanzamento, su un ricorso, su una sentenza o su questioni legate al mondo militare o delle forze dell’ordine, ma è un semplice invito ad aiutare chi , purtroppo, in questo momento di enorme difficoltà, non ha neanche i soldi per comprare i generi di prima necessità. Un bel gesto che merita di essere reso pubblico.



In un momento delicato come questo, si sta assistendo lentamente ad un collasso sociale dove molti cittadini (che purtroppo non hanno avuto la fortuna come noi e come altri dipendenti statali che a fine mese, si trovano comunque accreditati sul proprio conto corrente i soldi dello stipendio), stanno iniziando ad avere serie difficoltà economiche tali da non permettergli di acquistare più nemmeno i beni di prima necessità ), né per lori, tanto più per i propri figli.

Ci sono donne separate, vedove, anziani con misere pensioni sociali, magari anche persone che vivevano arrangiandosi con lavori saltuari. Siamo militari, é vero, lavoriamo per lo Stato e siamo al servizio dei cittadini, a volte anche al servizio di quelli meno bravi ed onesti.



Ma in questo momento particolare della storia, dove davvero tutti quanti noi, siamo stati coinvolti da situazioni di disagio ed anche di pericolo, nonostante tutto, la nostra amata amministrazione ci calcolerà; a fine mese, le nostre ore di straordinario; ed altre indennità che, per carità, fanno comodo a tutti, perché tutti noi abbiamo sostanzialmente una famiglia o altri legami affettivi ai quali diamo sostentamento.

Però, in questo periodo, credo che ognuno di noi abbia avuto modo di parlare anche con conoscenti, amici, magari anche parenti che diversamente da come erano prima di questo terribile evento, oggi palesano uno stato di sofferenza e di reale preoccupazione, in relazione proprio alla difficoltà economica di garantire addirittura almeno il latte o il pane per i propri cari figli.

A prescindere da quello che questo Governo ha intenzione di fare in materia di aiuto economico verso le famiglie in gravi difficoltà economiche, io personalmente mi sento di poter tranquillamente privarmi di una somma di denaro, sapendo che questa possa essere d’aiuto a chi ne ha veramente bisogno.




Lo sento in primo luogo in quanto uomo, inteso come persona che ha una coscienza (anche se non religioso e senza alcuna fede). In secondo luogo come militare e come appartenente alla Guardia di Finanza la quale, nonostante questa terribile pandemia, non ci lascia comunque da soli e, soprattutto, continua a garantirci una tranquillità d’animo e di condurre comunque una vita decorosa a noi ed ai nostri cari.

Io, personalmente, mi sento di chiedervi se qualcuno di voi conosce situazioni di persone che vivono effettivamente in stato di difficoltà, perché non dare un aiuto privandoci anche soltanto di 50 euro oppure anche soltanto 10 buoni pasto da lasciare ad un supermercato, in maniera tale da dare effettivamente un aiuto a chi ne ha bisogno?”””

AIUTIAMO CHI È IN DIFFICOLTÀ

BASTA POCO CHE CE VO’ !

Un collega “”””


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