L’ABROGAZIONE DELLE ASPETTATIVE DI VITA FINO AL 2026 E L’ANTICIPO DEL TFS PREVISTE DAL DECRETO QUOTA 100 NEGATE AL PERSONALE MILITARE, ALLE FORZE DI POLIZIA ED AI VIGILI DEL FUOCO

  1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo
Il decreto legge n. 4/2019 prevede espressamente che il personale appartenente alle Forze armate, il personale delle Forze di Polizia e di Polizia penitenziaria, il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ed il personale della Guardia di finanza non può accedere a quota 100.

Quindi, è la norma che esclude tale personale e non l’Inps, come scritto da più parti, che, come da prassi, ha emesso la circolare che fornisce le istruzioni applicative.

Infatti, tale personale acquisisce il diritto alla pensione con requisiti anagrafici e contributivi ridotti rispetto a quelli previsti per il restante personale del pubblico impiego a cui si applicano le regole previste dalla legge Fornero.

Ciò comporta che i requisiti per l’accesso alla pensione del personale militare, non ancora armonizzato alla legge Fornero, continuano a trovare applicazione gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita.

Dunque, dal 2023 restano confermati i requisiti per il pensionamento indicati nelle tabelle allegate all’articolo “Pensioni militari, dal 2023 sale di tre mesi?” pubblicato su NSM il giorno 8 ottobre 2020.

Le tabelle mostravano i requisiti minimi nel tempo per accedere al trattamento pensionistico di anzianità e di vecchiaia stimati sulla base dell’ultimo scenario demografico elaborato dall’Istat che potranno variare in sede consuntiva ogni biennio (si allegano tabelle).

L’articolo 23 del decreto legge n. 4/2019 ha previsto, inoltre, la possibilità per la generalità dei pubblici dipendenti di chiedere un anticipo del TFS (c.d. buonuscita) sino a un massimo di 45 mila euro tramite un prestito agevolato.

Anche questa disposizione è applicabile solo nei confronti di quei soggetti che hanno accesso al sistema pensionistico secondo la legge Fornero e, quindi, esclude il personale del comparto difesa.

Si presume si tratti di problematiche legate al mancato coordinamento tra fonti normative e non una espressa volontà del legislatore di escludere il personale militare da tali benefici.
Il fatto che i militari e la polizia accedono alla pensione con requisiti anagrafici e contributivi ridotti rispetto a tutto il resto del pubblico impiego, è un fatto di ragione sufficiente per negare il blocco delle aspettative di vita.

La stessa cosa non si può dire per l’anticipo del TFS, non si riesce a comprendere le ragioni di tale esclusione e ciò induce a presumere che la norma sia stata redatta con una certa approssimazione. ovviamente, sempre che non sia stata un’intenzionalità del legislatore.

La flessibilità in uscita con quota 100 decadrà automaticamente dal 2022, in quanto norma sperimentale che questo governo sembra non voler prorogare. L’anticipo del tfs, invece, è una disposizione strutturale, per cui è una beffa la preclusione del personale del comparto difesa e di polizia, tanto maggiore se non venissero rinnovate le convezioni che le varie forze armate e il ministero degli interni hanno stipulato con la BPM, per la cessione del Tfs al fine di anticipare la buonuscita ad un tasso agevolato dell’1%, rispetto ad una media di mercato tra il 4/5%.
Esempio Cessione BPM di un 1° Lgt. in congedo dal 16/01/21 nella riserva:

1^ rata di tfs euro nette 43.341,00 – data pagamento 16/04/2023;

2^ rata di tfs euro nette 36.032,00 – data pagamento 16/04/2024;

Cedendo l’intero Tfs, con pagamento ipotizzato al 16/07/2022, si percepirebbero circa di 77.620,00, contro un Tfs totale di 79.373,00 e quindi un costo per interessi totali di soli 1.753,00 euro.

Invece, non ci sono problemi per quanto riguarda la detassazione del TFS prevista dall’art. 24 in misura pari all’1,5% per ogni anno di ritardo nella sua erogazione per un importo sino a 45 mila euro lordi (cioè sulla prima rata del TFS).

Anche il personale del comparto difesa che di regola ottiene la buonuscita con un ritardo tra i 15 ed i 27 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, può godere di tale disposizione beneficiando, pertanto, di una riduzione dell’Irpef nelle misure indicate nel mio articolo “Trattamento di Fine Servizio – Ecco come funziona la Detassazione” pubblicato su NSM il giorno 3 agosto 2020.

REQUISTI PER LA PENSIONE PENSIONE



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