La compagine politica gongola, ma la legge in discussione non piace ai sindacati militari

Critici i sindacati militari già costituiti sul pdl approvato in Commissione Difesa. Malgrado l’autocompiacimento dei componenti della Commissione Difesa alla Camera, si preannuncia una dura battaglia in tema di diritti negati ai militari, in barba ad una esaustiva sentenza della Consulta.  

Il SIAMO Esercito ad esempio, definisce la proposta legislativa iniqua, dannosa e discriminatoria verso tutte le donne e gli uomini che in uniforme servono il Paese.

Entrando nel merito della  proposta di legge – sostiene il SIAMO -si evidenzia che contrariamente a quanto avviene per il personale della Pubblica Amministrazione, compreso quello appartenente alle Forze di Polizia non ad ordinamento militare, e a quanto più volte richiesto dalle associazioni sindacali, sia in sede di audizione che attraverso manifestazioni scritte, la competenza sulle controversie in materia di comportamento antisindacale è stata devoluta al giudice amministrativo e non al naturale giudice del lavoro.

Molto critico il comunicato stampa di altre compagini sindacali, quali il SIAM, il SILF, il SILMA,il  SILME, l’USIF, il SILCA lo SCUDO Carabinieri e Assodipro:

COMMISSIONE DIFESA. TESTO LEGGE SINDACATI MILITARI PASTICCIATO E INADEGUATO

La proposta di legge sul sindacato dei militari licenziata dalla IV  Commissione Difesa – sostengono  i sindacalisti – presenta purtroppo molti aspetti negativi e, francamente, le dichiarazioni esultanti ed autocelebrative di alcuni esponenti politici della stessa Commissione appaiono del tutto fuori luogo.

Il testo, infatti, non ha tenuto conto di tante nostre indicazioni di buon senso come, ad esempio, quella relativa alla competenza del giudice del lavoro in caso di contenzioso sindacale o come quella relativa all’individuazione delle materie oggetto del confronto di concertazione, tanto che restano esclusi aspetti importanti per la condizione lavorativa degli operatori delle forze armate, a partire dall’orario di lavoro.

Così si rende la libertà sindacale priva di sostanza e si limita la possibilità di aprire un vero processo democratico per l’efficienza delle nostre forze armate e di polizia e nell’interesse del Paese.

Auspichiamo che l’aula abbia la forza e la lungimiranza di migliorare quel testo. Noi continueremo a operare affinché si realizzi una riforma coerente con quanto indicato dalla sentenza della Corte Costituzionale.



Si prevede quindi uno scenario tutt’altro che sereno. Tra l’altro, lo stesso testo lo scorso anno era stato trasmesso alle altre commissioni e prontamente ritirato e ridiscusso in Commissione Difesa dopo le vibranti proteste dei sindacalisti. Oggi è stato riproposto lo stesso pdl senza sostanziali differenze. 


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