In Europa non potrà mai esserci un esercito comune

https://www.neweurope.eu/article/why-the-armed-forces-of-europe-isnt-possible/

Il sogno di una forza armata europea è difficile da realizzare, forse impossibile. Unire soldati di nazionalità differenti sotto la stessa bandiera, risulterebbe molto costoso, con l’ incognita di una sua vera utilità.

Partiamo dal presupposto che la difesa collettiva in Europa esiste già, visto che la maggior parte dei paesi del vecchio continente sono membri della NATO. L’interoperabilità tra gli eserciti dei diversi Stati membri viene mantenuta costantemente attraverso esercitazioni congiunte e addestramento incrociato.

Negli ultimi anni queste attività si sono svolte principalmente nei paesi baltici e in Polonia, non lontano dai confini russi, con l’ ovvia indignazione di Mosca.

La vera incognita dell’ attuale alleanza atlantica (Nato), risiede nella disponibilità delle nazioni che la compongono ad adoperarsi in difesa di paesi come Lettonia, Lituania ed Estonia, qualora uno di questi venisse occupato dai russi.

Un esercito europeo potrebbe scongiurare un evento di questo tipo? Probabilmente no! Nella cara vecchia Europa ci sono troppi interessi delle singole nazioni e differenti obiettivi politici, quindi , propaganda a parte, per ora non può esserci alcun esercito europeo e chi dice il contrario, mente!  

Innanzitutto, per istituire un esercito UE,  bisognerebbe prima perequare tutti  gli stipendi dei soldati delle varie nazioni, perché allo stato attuale, gli stipendi dei militari sono molto differenti.

Inoltre, se consideriamo il costante aumento del sentimento nazionalista degli ultimi tempi, all’ apice del quale l’inghilterra ha posto la Brexit,  e la riluttanza di paesi dell’Europa occidentale a difendere gli ex stati sovietici, risulta improbabile che le nazioni si accordino su un tema così complesso.

Oltre agli stipendi poi, ogni forza armata ha addestramento, equipaggiamento e standard diversi. Ad esempio la Francia continua a mantenere un esercito numeroso e ben addestrato, pago di una considerevole forza aerea e una consistente flotta di portaerei. La Germania invece è andata nella direzione opposta, con il persistente senso di colpa della seconda guerra mondiale che ha indotto l’esercito tedesco ad evirarsi.

Cronicamente sottofinanziata, non c’è braccio della Bundeswehr che attualmente non soffra. Tra le sue forze di terra è stata segnalata la mancanza di tende, giubbotti antiproiettile e abbigliamento invernale, così come le unità che hanno dovuto utilizzare telefoni cellulari non protetti per comunicare durante un’esercitazione NATO a causa della mancanza di radio.

La Luftwaffe, nel frattempo, ha una carenza di missili per i suoi caccia, così come la mancanza di pezzi di ricambio e fondi per il carburante, il che significa che i suoi piloti si addestrano solo per 140 ore all’anno, 40 al di sotto dello standard NATO. Inoltre, sebbene i suoi aerei Eurofighter (utilizzati anche da Regno Unito, Italia e Spagna) siano in grado di svolgere ruoli di attacco al suolo, le varianti tedesche sono configurati solo per operazioni aria-aria ed i piloti non sono adeguatamente addestrati a portare attacchi aerei a sostegno delle operazioni di terra. Inoltre il buon vecchio Tornado è ormai alle soglie del pensionamento e deve necessariamente essere sostituito. 

Quindi, un ipotetico esercito UE, sarebbe prevalentemente nelle mani dei francesi, sostenuti dalle potenze militari secondarie di Spagna e Italia, non proprio altamente operative. La prima per via della crisi che sta attraversando e che vede militari di 45 anni spediti in riserva con poco più di 600 euro al mese, la seconda ( la nostra) perché vanta, insieme alla Germania, un esercito di ultracinquantenni, che superano numericamente i soldati più giovani. La Germania inoltre, malgrado tutto, in un ipotetico esercito UE, manterrebbe il dominio politico ed economico. 

Le attrezzature attualmente utilizzate dalle nazioni europee sono differenti. Parliamo di veicoli corazzati, aerei e navi, ognuno dei quali richiede diversi pezzi di ricambio e formazione meccanica per essere revisionata e fatta  funzionare.

LA BRIGATA FRANCO TEDESCA

In verità, per chi non ne fosse a conoscenza, è d’obbligo rammentare che alla fine degli anni 80 fu costituita la Brigata franco-tedesca. Un reggimento di 6.000 militari, composta congiuntamente da truppe francesi e tedesche. Malgrado esista da 30 anni, i militari che si sono schierati insieme in Afghanistan e Mali, non avevano lo stesso equipaggiamento.

Ogni nazione aveva propri fucili, armature, uniformi e addirittura radio differenti. Ciliegina sulla torta, tutti hanno operato secondo le proprie regole di ingaggio. In Mali, la Brigata si è effettivamente suddivisa nelle sue due componenti , con i francesi che perseguivano gli obiettivi del loro governo mentre le truppe tedesche lavoravano congiuntamente con l’ONU e con una missione di addestramento dell’UE.

Questa è la prova che finché ci saranno governi nazionalisti, in Europa non potrà mai esserci un Esercito comune.


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