IL SAP SCRIVE AL MINISTRO DELL’INTERNO: NO AL TRATTENIMENTO DEI PENSIONATI, SÌ ALL’ARRUOLAMENTO DEI GIOVANI.

Carenze di organico della Polizia di Stato misure di cui al DPCM del 28 dicembre 2020 richiesta di programmazione future assunzioni.

Egregio Ministro, il 28 dicembre u.s. è stato emanato un DPCM che autorizza l’assunzione a tempo indeterminato, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, di 933 nuovi Agenti della Polizia di Stato.

Tale intervento non può non essere accolto favorevolmente ma risulta minimale e insufficiente in considerazione dell’organico effettivo della Polizia di Stato. Dopo il taglio agli organici della legge Madia di 10 mila unità, oggi il nostro apparato soffre ulteriormente di una carenza di 10 mila unità.

Complessivamente rispetto ad alcuni anni fa mancano all’appello circa 20 mila operatori. La sopravvenuta emergenza sanitaria ha aggravato la situazione.

L’espletamento delle prove dei due concorsi che sono stati banditi circa un anno fa per l’arruolamento di 1350 e 1515 nuovi Agenti viene rimandato di mese in mese. Inoltre, il prossimo corso per allievi agenti vedrà la partecipazione di poco meno di 900 allievi a dispetto dei 1.200 previsti. Ai ritardi nelle assunzioni si aggiungono i pensionamenti dei prossimi anni, che interesseranno circa 20 mila operatori solo nel prossimo quinquiennio.

È evidente come la situazione descritta richieda un intervento tempestivo e ponderato, programmando e finanziando adeguate misure affinché l’apparato della sicurezza non subisca nell’imminente futuro alcun nocumento.

Per far fronte alla carenza di organico qualcuno suggerisce di trattenere il personale due anni oltre l’età pensionabile. Per quanto ci riguarda riteniamo questa proposta irragionevole e non funzionale al buon andamento dell’Amministrazione.

Nel provvedimento di riordino delle carriere approvato nel 2017 per abbassare l’età media del personale è stato previsto di ridurre l’età massima per l’arruolamento a 26 anni. Pertanto il suddetto prolungamento del servizio, ancorché volontario, sarebbero in contrasto con tale misura e inciderebbe sulla già elevata età media degli organici.

Non da ultimo, sussiste il rischio che eventuali modifiche sull’accesso alla pensione possano incidere negativamente su alcuni istituti specifici per il personale del comparto sicurezza come ad esempio il cd. moltiplicatore.

Si ritiene, pertanto, che per ripianare gli organici possano essere adottate soluzioni più efficaci e funzionali. In primis riteniamo indispensabile individuare misure che consentano il regolare svolgimento dei concorsi, eventualmente anche attraverso l’individuazione di sedi regionali ove espletare le prove.

In secundis, nelle more ed in via eccezionale, si potrebbe procedere allo scorrimento delle graduatorie in essere e/o ricorrere al personale proveniente dalla Ferma Prefissata, il quale ha già affrontato una selezione e una formazione specifica.

In questo caso si potrebbe pensare anche ad una abbreviazione del corso sul modello degli Ausiliari e Ausiliari Trattenuti della Polizia di Stato i quali affrontavano un corso di formazione di quattro mesi prima di essere immessi in servizio per poi completare la formazione due anni dopo con altri quattro mesi di corso. Signor Ministro, in ragione di quanto rappresentato auspichiamo voglia assumere tempestive quanto ragionate determinazioni, quali ad esempio l’innesto di giovani volenterosi e capaci, che preservino l’Apparato della Pubblica Sicurezza nel lungo periodo e siano pertanto davvero idonee ad assicurare l’efficacia e il buon andamento dell’Amministrazione.

Fiduciosi nell’attenzione che intenderà riporre su quanto segnalato Le porgiamo cordiali saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE – Stefano PAOLONI

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