Il finanziere e gli orologi in regalo: «Non fu corruzione, ma un errore: patteggio»

Potrebbero essere imminenti e clamorosi gli sviluppi dell’inchiesta che, tra alti e bassi, portò all’arresto del capitano della Guardia di Finanza Stefano Arrighi, del luogotenente Biagio Freni e dell’imprenditore Andrea Ongetta, di Ponte di Piave, ai quali il pm Giulio Caprarola aveva contestato l’accisa di corruzione.

Assistito dall’avvocato Gianmaria Nicastro, il luogotenente Freni ha chidesto di farsi interrogare per spiegare quanto accaduto. «Ho sbagliato – avrebbe detto al sostituto procuratore – non dovevo prendere in regalo quell’orologio.

Ma mai ho avuto la sensazione che il dono mi fosse stato dato per addomesticare la verifica fiscale. È stato una sbaglio veniale. Ho sottovalutato il valore di quel gesto».

Nella sostanza quello commesso da Freni sarebbe stato un comportamento moralmente grave, ma penalmente quasi irrilevante. Una tesi che è stata ribadita anche dall’avvocato difensore Nicastro: «Credo che il caso che ha suscitato tanto scalpore – ha precisato – si sia incanalato nella giusta direzione. Siamo di fronte a un comportamento csbagliato dal punto di vista morale. Nulla più».

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