Delegato Cobar Finanza si sfoga: vicino al collega in difficoltà Non c’è volontà di cambiare clima lavorativo

Un delegato Cobar della Guardia di Finanza si sfoga sui social schierandosi a favore del collega in difficoltà, a quanto pare trasferito senza una valutazione idonea del caso




Più che una polemica, quella del finanziere è una vera e propria  presa di coscienza dei limiti dell’attuale rappresentanza militare, inefficace in situazioni del genere, specie quando, a detta del delegato,  l’ Amministrazione prende in considerazione pareri forse non proprio imparziali, a discapito di sentenze favorevoli, nonché di ulteriori pareri espressi da chi quel finanziere lo ha conosciuto personalmente come sottoposto e collega.

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Buongiorno a tutti e scusatemi se non ho lo spirito di festeggiare il nuovo anno.

Questa mattina mi sono recato al lavoro unitamente ad un collega che io ammiro tanto. Il poco tempo che ho avuto a disposizione per conoscerlo, nonostante quello che si diceva, ha rafforzato il mio sentimento di stima nei confronti dell’Uomo, del Collega e dell’Amico.

Ultimamente il nostro Corpo è stato toccato da tristi vicende che hanno interessato diversi colleghi che tragicamente ci hanno lasciato per vari motivi.

Nei momenti in cui giungono le funeste notizie, siamo tutti presi da un misto di impotenza e tristezza. Impotenza perché vediamo che non vi è volontà alcuna di cambiare aspetti che possano migliorare il rapporto umano e il clima lavorativo nel nostro ambiente di lavoro. Tristezza perché assistiamo quotidianamente, da parte della nostra catena di comando, a pronunciamenti di belle parole seguite immediatamente da incomprensibili e diversificati comportamenti non sempre caratterizzati dell’univocità di provvedimenti adottati.



Io sono un Delegato di questa inutile Rappresentanza. Io dovrei rappresentare i Colleghi. Io dovrei segnalare gli stati di disagio, per permettere all’Amministrazione, a cui sono affiancato, di fornire il giusto supporto nei modi e nei tempi più idonei.

Ma quando è l’Amministrazione Centrale, magari basandosi su qualche parere che non può essere messo in discussione per lesa maestà, ad adottare decisioni non univoche, quando è l’Amministrazione Centrale ad adottare provvedimenti restrittivi dopo opposti pareri espressi dal Giudice, dai Comandanti diretti dell’interessato e dai Comandanti Regionali, che hanno avuto modo di conoscere l’uomo, allora di cosa vogliamo parlare. In questo caso si dimentica o si vuole dimenticare la persona. Si dimentica o si vuole dimenticare che dietro alla persona ci sono famiglie intere che sono costrette a vivere la quotidianità con lo strazio di questi momenti particolari.

Io almeno ho la coscienza pulita. Io sono stato quotidianamente vicino al Collega e la sua famiglia. Io continuerò a stare vicino al mio Collega. Lo sosterrò, finché posso, con tutte le mie forze. Lo sosterrò economicamente e lo esorterò a resistere nei modi e nelle forme che il nostro sistema ci garantisce. Lo aiuterò a ridare dignità alla sua vita. E’ una brava persona e l’Amministrazione ha bisogno di Lui.

Tutti possono sbagliare nella vita. Se sbaglio c’è stato! Ma tutti hanno diritto ad essere giudicati nello stesso modo dallo stesso giudice.

Non dobbiamo essere ipocriti.

Non ci dobbiamo meravigliare o stupire quando succede qualcosa che non ci aggrada e che impoverisce tutti noi nell’anima.

Perché lo abbiamo voluto noi. TUTTI!

Buona giornata

Giovanni Mazzarella

Delegato Cobar Piemonte

Segretario Coir Nord Occidentale

Guardia di Finanza



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