Continua il contenzioso tra l’ Aeronautica e l’Allieva Pilota. Magistratura militare all’opera

Dopo il reintegro grazie ad una sospensiva disposta dal Tar, l’allieva da quando è rientrata nella scuola militare, sarebbe stata punita tante di quelle volte che avrebbe stabilito il nuovo record di punizioni subite da un singolo militare nella storia dell’Arma Azzurra.

La storia nulla ha a che vedere con la sentenza che abbiamo pubblicato lo scorso 7 giugno 2020, con cui il Tar ha reintegrato due allievi piloti, un uomo e una donna. In questo articolo puoi comprendere le motivazioni che hanno indotto i giudici a reintegrare l’allieva e a spedire tutto il materiale in procura , clicca QUI

Tratto da TGCOM24

Denunciò due anni fa gli atti di nonnismo che era stata costretta a subire per il cosiddetto “battesimo del volo”. Estromessa dal corso per “inettitudine militare”, fece ricorso e venne reintegrata. Ma dal quel momento fu l’nferno. Secondo la denuncia della soldatessa, presentata a fine maggio sia alla Procura militare di Roma che a quella ordinaria di Latina, la ventenne, dal reintegro, sarebbe stata punita di continuo e ghettizzata dai commilitoni.

31 giorni di consegna, 4 rimproveri e 3 richiami formali in soli otto mesi. Che sommati ai 60 dell’intero anno precedente costituiscono un  record nella storia dell’aeronautica italiana. Tutti con le più disparate motivazioni: “Usava il cellulare in luoghi non consentiti”, ” Divisa in disordine“, “Postura scomposta a mensa”, ” In piedi dopo il silenzio“, “Cubo della divisa non effettuato”, “Arrivava in adunata serale mostrandosi aggressiva e irrispettosa con i colleghi accusandoli di averla fatta arrivare in ritardo”. I suoi commilitoni, tutti insieme, hanno subito meno richiami.↓

” Insofferenza alla disciplina, all’obbedienza, alla subordinazione, al rigore, alla puntualità e allo spirito di sacrificio necessari per intraprendere una carriera militare” avfrebbero affermato i superiori, incaricati di indagare sul caso all’interno dell’Accademia nell’ambito di un’inchiesta disposta dalla stessa Aeronautica militare. Ma il campanello di allarme è suonato comunque, e ora sarà la Magistratura militare (e quella ordinaria) a dire se c’è stato un vero e proprio atteggiamento persecutorio.

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