Caso Strava, svelate basi italiane all’estero – Il Ministero della Difesa smentisce

Da quanto riporta il quotidiano Repubblica.it grazie all’App Strava sarebbero state svelate le posizioni delle basi militari italiani all’estero:

Repubblica ha consultato i profili Strava di soldati italiani che risulta siano, o siano stati, in zone di guerra, non sempre in basi conosciute, e li ha contattati. Le richieste non sono andate a buon fine: chi, ancora evidentemente ignaro del clamore che la vicenda Strava aveva sollevato globalmente, ha scoperto quanto di sé e del proprio lavoro era possibile ricostruire, non ha più risposto alle richieste e ha provveduto all’istante a cancellare i propri riferimenti.
 
Si tratta di soldati di stanza in Afghanistan e in Iraq. Nella base di Erbil per esempio i tracciati della Heat Map sono molto fitti, e nella mappa social si trovano interi elenchi di militari in missione con la passione per la corsa, e per Strava. 

Puntuale la smentita dello Stato Maggiore della Difesa Italiano:

“Non esiste alcuna base militare italiana segreta all’estero. La posizione di tutti gli insediamenti in cui operano i contingenti militari nazionali all’estero è pubblica in quanto comunicata al Parlamento in sede di approvazione delle missioni”.

Tutto ha avuto inizio grazie a Nathan Ruser, uno studente universitario australiano di 20 anni che studia sicurezza internazionale presso l’Australian National University e collabora anche con l’Institute for United Conflict Analysts, ha condiviso via Twitter di essere riuscito a guardare la mappa di Strava e fare un riferimento incrociato con le posizioni delle posizioni militari note, o potenziali basi in zone di combattimento, con la base dei dati raccolti dagli utenti che utilizzano l’app, scoprendo che le linee luminose che sembravano inizialmente essere semplici percorsi di allenamento possono in realtà delineare i confini di basi operative in Afghanistan, basi che dovrebbero essere segrete.

L’ ‘amministratore delegato di Strava ha inviato un avviso a tutti gli utenti, invitandoli a rivedere le impostazioni della privacy presenti nell’applicazione e, nel caso, contattare il servizio d’assistenza per ottenere ulteriori delucidazioni. Di certo, questo giro di notizie rappresenta un vero boom pubblicitario per l’azienda.

 

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