Carcere Taranto: ancora un’aggressione ad agente Polizia Penitenziaria. Il Sappe dice basta

Ancora violenza nel carcere di Taranto , ed a farne le spese questa volta è stato un poliziotto che ha avuto come unica colpa, quella di di far rispettare le leggi dello stato all’interno del penitenziario.

Il fatto è accaduto in data di ieri 13 dicembre 2020, in cui un detenuto di circa una trentina d’anni di origini foggiane, aggrediva con una lametta un altro compagno compaesano provocandogli ferite alla gola.

Fortunatamente interveniva l’altro detenuto presente nella stanza evitando con ciò una tragedia ben più grave.

Prontamente intervenivano con coraggio i pochi poliziotti in servizio, i quali sotto l’abile regia del responsabile della sorveglianza provvedevano a dividere i detenuti, nonché a dare le prime cure al detenuto ferito accompagnandolo presso la locale infermeria.

Dopo ciò sempre il responsabile della sorveglianza al fine di accertare l’accaduto faceva accompagnare nel suo ufficio il detenuto responsabile dell’aggressione a cui venivano chieste le motivazione dell’insano gesto.

Dopo un primo momento di relativa calma, il detenuto in questione improvvisamente si alzava dalla sedia ed afferrando una penna si scagliava contro il responsabile cercando di colpirlo.

Fortunatamente grazie ai suoi riflessi l’Ispettore riusciva a schivare i colpi, anche se ciò gli procurava una caduta con danni alla spalla ed al piede per cui il pronto soccorso del locale nosocomio gli refertava una prognosi di 7 giorni s.c.

Anche in questo caso la coraggiosa risposta del responsabile della sorveglianza, nonché il pronto intervento dei poliziotti presenti, hanno evitato il peggio e messo il detenuto in condizioni di non nuocere più.

Una prima considerazione il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ha l’obbligo di farla, poiché sembrerebbe che i tre delinquenti tutti di origini foggiane oltrechè appartenere alla malavita organizzata della daunia, farebbero parte dello stock dei 73 detenuti evasi nel mese di marzo dal carcere del capoluogo dauno.

Ma non aveva detto il ministro Buonafede e l’allora Capo del DAP Basentini che avrebbero usato la massima severità nei confronti dei rivoltosi che nel mese di marzo hanno messo a ferro e fuoco, con diverse vittime, le carceri della nazione?

Come mai questi pericolosi delinquenti invece di essere mandati per punizione in penitenziari lontani dalla Puglia, se ne stavano beatamente e relativamente vicini alle loro famiglie?

Come mai si continua a penalizzare un carcere come quello di Taranto tra i più affollati della nazione con circa 600 detenuti a fronte di soli 300 posti disponibili con l’invio di detenuti che dovevano essere da tutt’altra parte, nonostante l’organico della polizia penitenziaria sia tra i più bassi della nazione?

Come vengono calcolati gli organici della polizia penitenziaria se Taranto che ospita più o meno gli stessi detenuti di Catanzaro, ha circa 200 poliziotti in meno?

Come mai non si affronta il problema delle carceri in maniera seria invece di varare provvedimenti svuota carceri che mettono fuori fior fiore di pericolosi delinquenti?

Il SAPPE non ci sta, poiché non può assistere a questo stillicidio continuo di aggressioni dovute alla negligenza di chi dovrebbe avere in mente una corretta politica carceraria, ma che invece cerca di sopravvivere mandando alla sbaraglio come agnelli sacrificali i poliziotti penitenziari.

Il SAPPE è ben cosciente che in un momento di pandemia diventa più complicato fare sfollamenti di detenuti, ma la situazione di Taranto diventa sempre più grave per cui si chiedono misure urgenti, poiché il personale di polizia penitenziaria di Taranto benchè sia molto preparato e professionale, non c’è la fa più a reggere una situazione molto delicata a causa della grave carenza di organico.

Il SAPPE chiede nuovamente che anche ai poliziotti penitenziari , così come alle forze dell’ordine, vengano date in dotazioni gli spray urticanti o i TASER (le pistole elettriche)sia come deterrente, sia per potersi difendersi dalle aggressioni che ogni giorno che passa diventano sempre più numerose e violente.

In mancanza di risposte il SAPPE sta valutando di attuare misure di protesta molto eclatanti sempre però nel rispetto delle vigenti norme in materia di Covid 19.

Fonte: comunicato Segretario Nazionale SAPPe per la Puglia Federico PILAGATTI


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