Carabinieri. Normativa vigente sull’orario di lavoro. Sindacato NSC : Orario spezzato senza reali motivazioni

Nell’epoca di una proposta di legge sulla sindacalizzazione che anziché concedere, nei fatti priva i militari sindacalisti di opportuni margini d’azione, continua l’estenuante lavoro dei sindacati costituiti a difesa dei colleghi. 

Il Sindacato NSC ( Nuovo Sindacato Carabinieri), con il comunicato stampa che pubblichiamo di seguito, denuncia la difficile situazione in seno all’Arma circa l’ orario di lavoro in alcune caserme italiane.

ORARIO SPEZZATO SENZA REALI MOTIVAZIONI O PER ISTRUZIONE SETTIMANALE. MILITARI SOTTOPOSTI A CAPRICCI DI COMANDANTI CHE IGNORANO LA NORMATIVA. DIRITTI FONDAMENTALI VIOLATI NEL 2020

La normativa vigente sull’orario di lavoro richiamata anche dalla circolare n.548/243-178-1-1950 del CGA – I° Reparto – SM – Uff. Ordinamento datata 11/02/2008 prevede che il Comandante ha la facoltà di ripartire l’orario giornaliero in non più di due turni per superare, con carattere di eccezionalità, documentate esigenze non altrimenti fronteggiabili.

“E’ evidente” – afferma Massimiliano Zetti, Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri – che spezzare il turno giornaliero o per esempio, costringere chi ha già svolto il servizio notturno a tornare in caserma nel pomeriggio per assistere all’istruzione settimanale non rientra tra le documentate esigenze non altrimenti fronteggiabili”.



“Secondo le segnalazioni pervenute, dalla provincia di Trento, Belluno, Bologna e Arezzo per citare le più recenti, – prosegue Zetti –“ risultano militari comandati di servizio 14,00/15,00 istruzione che poi dovranno svolgere servizio perlustrativo 18,00/2400 oppure a militari che hanno svolto 01,00/07,00 che poi sono comandati e obbligati a presenziare all’istruzione settimanale con orario 14,00/15,00.

Oltretutto, tale comportamento non trova fondamento giuridico né regolamentare anzi la circolare (tuttora in vigore) n.  312/3-1-1986 datata 17 luglio 1987 del CGA . Ufficio Add. E Reg. prevede l’obbligo di recupero dell’istruzione settimanale nei confronti del personale risultato assente, pertanto non si vede proprio l’esigenza di costringere il personale ad un arcaico e antistorico “turno spezzato” con i conseguenti riflessi sulla vita privata del militare.”

“Questo Sindacato,” – conclude Zetti” non permetterà a chicchessia di gettare alle ortiche risultati di battaglie  di civiltà quale il “turno unico continuativo” e segnalerà al Comando Generale coloro che invece tenteranno di calpestare i diritti acquisiti del personale in spregio alle disposizioni normative vigenti, ricordando anche che, perfino nelle località più sperdute d’Italia, il Carabiniere non sarà più solo, ma potrà fare affidamento su di una Organizzazione Sindacale che è nata per tutelarlo e assisterlo.

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